Il significato del tuo nome…Catrina

Molte regine europee si sono chiamate Caterina, come ad esempio Caterina de Medici, che fu sposa del re di Francia Enrico II e poi, dopo la morte del marito e del figlio, guidò il regno come tutrice del giovane Carlo IX. Fu lei a ordinare la strage dei calvinisti nella celebre notte di San Bartolomeo del 1572; ma fu lei anche ad introdurre nella corte francese il mecenatismo e le raffinatezze tipiche del Rinascimento fiorentino, come ad esempio l’uso della forchetta a tavola. Molto celebre fu anche Caterina II, la grande imperatrice di Russia che visse nel XVIII secolo. Queste e altre regine contribuirono ulteriormente alla diffusione in Europa del nome, che è di origine greco-bizantina. Sul suo significato vi sono tante ipotesi: c’è chi dice che derivi da Hekàte, la dea infera, e in questo caso vorrebbe dire «sacra o dedicata a Ecate»; e c’è chi sostiene che derivi dall’epiteto del dio Apollo «Hékatos», «colui che saetta». Fu poi tradotto nel latino Catharina e interpretato in un terzo modo, come se derivasse semplicemente dall’aggettivo greco katharòs che significava «puro». Chi si chiama Caterina, dunque, non ha che l’imbarazzo della scelta: da una «sacra alla dea Ecate» a «saettante» a «pura». Il nome si diffuse molto nel Medioevo grazie a due sante molto popolari: la prima è Santa Caterina d’Alessandria, una martire egiziana del secolo quarto che è diventata fra l’altro la protettrice delle ragazze da marito e delle apprendiste sarte, che sono chiamate «caterinette» in suo onore e che celebrano la loro festa il 25 novembre, quando si ricorda la santa. L’altro onomastico cade invece il 29 aprile, quando si festeggia la compatrona d’Italia, con Francesco d’Assisi, Santa Caterina da Siena, che fra l’altro fu una delle maggiori scrittrici italiane del secolo decimoquarto benché fosse quasi analfabeta. I suoi libri infatti li dettava e oggi ancora si leggono con ammirazione non soltanto per la profondità mistica ma per il toscano limpido e puro come un cristallo. Insieme a Caterina esistono in Italia altre varianti del nome come Ketty, oppure Catia, che sarebbe la traduzione del russo Katia o Katyusha; oppure Caterine, dal francese Catherine, che probabilmente è diventato celebre nei nostri giorni grazie alle attrici Catherine Deneuve e Catherine Spaak; oppure la versione finlandese e svedese Karin o Karen.

Il significato del tuo nome…Catia

Molte regine europee si sono chiamate Caterina, come ad esempio Caterina de Medici, che fu sposa del re di Francia Enrico II e poi, dopo la morte del marito e del figlio, guidò il regno come tutrice del giovane Carlo IX. Fu lei a ordinare la strage dei calvinisti nella celebre notte di San Bartolomeo del 1572; ma fu lei anche ad introdurre nella corte francese il mecenatismo e le raffinatezze tipiche del Rinascimento fiorentino, come ad esempio l’uso della forchetta a tavola. Molto celebre fu anche Caterina II, la grande imperatrice di Russia che visse nel XVIII secolo. Queste e altre regine contribuirono ulteriormente alla diffusione in Europa del nome, che è di origine greco-bizantina. Sul suo significato vi sono tante ipotesi: c’è chi dice che derivi da Hekàte, la dea infera, e in questo caso vorrebbe dire «sacra o dedicata a Ecate»; e c’è chi sostiene che derivi dall’epiteto del dio Apollo «Hékatos», «colui che saetta». Fu poi tradotto nel latino Catharina e interpretato in un terzo modo, come se derivasse semplicemente dall’aggettivo greco katharòs che significava «puro». Chi si chiama Caterina, dunque, non ha che l’imbarazzo della scelta: da una «sacra alla dea Ecate» a «saettante» a «pura». Il nome si diffuse molto nel Medioevo grazie a due sante molto popolari: la prima è Santa Caterina d’Alessandria, una martire egiziana del secolo quarto che è diventata fra l’altro la protettrice delle ragazze da marito e delle apprendiste sarte, che sono chiamate «caterinette» in suo onore e che celebrano la loro festa il 25 novembre, quando si ricorda la santa. L’altro onomastico cade invece il 29 aprile, quando si festeggia la compatrona d’Italia, con Francesco d’Assisi, Santa Caterina da Siena, che fra l’altro fu una delle maggiori scrittrici italiane del secolo decimoquarto benché fosse quasi analfabeta. I suoi libri infatti li dettava e oggi ancora si leggono con ammirazione non soltanto per la profondità mistica ma per il toscano limpido e puro come un cristallo. Insieme a Caterina esistono in Italia altre varianti del nome come Ketty, oppure Catia, che sarebbe la traduzione del russo Katia o Katyusha; oppure Caterine, dal francese Catherine, che probabilmente è diventato celebre nei nostri giorni grazie alle attrici Catherine Deneuve e Catherine Spaak; oppure la versione finlandese e svedese Karin o Karen.

Il significato del tuo nome…Caterina

Il nome deriva dal greco kataòs e signifca “pura”. Il nome è tra i più diffusi nel mondo e numerose furono le donne illustri che lo portarono, tra cui regine, imperatrici e ben otto sante. L’onomastico si festeggia il 29 aprile in memoria di Santa Caterina da Siena, Terziaria Domenicana, morta nel 1380. La Santa è Patrona d’Italia, Roma, Siena, delle lavandaie, dei corrieri e degli infermieri. Numerosi i derivati del nome, quali: Càtera, Catrina, Rina, Catia, Katia.

Molte regine europee si sono chiamate Caterina, come ad esempio Caterina de Medici, che fu sposa del re di Francia Enrico II e poi, dopo la morte del marito e del figlio, guidò il regno come tutrice del giovane Carlo IX. Fu lei a ordinare la strage dei calvinisti nella celebre notte di San Bartolomeo del 1572; ma fu lei anche ad introdurre nella corte francese il mecenatismo e le raffinatezze tipiche del Rinascimento fiorentino, come ad esempio l’uso della forchetta a tavola. Molto celebre fu anche Caterina II, la grande imperatrice di Russia che visse nel XVIII secolo. Queste e altre regine contribuirono ulteriormente alla diffusione in Europa del nome, che è di origine greco-bizantina. Sul suo significato vi sono tante ipotesi: c’è chi dice che derivi da Hekàte, la dea infera, e in questo caso vorrebbe dire «sacra o dedicata a Ecate»; e c’è chi sostiene che derivi dall’epiteto del dio Apollo «Hékatos», «colui che saetta». Fu poi tradotto nel latino Catharina e interpretato in un terzo modo, come se derivasse semplicemente dall’aggettivo greco katharòs che significava «puro». Chi si chiama Caterina, dunque, non ha che l’imbarazzo della scelta: da una «sacra alla dea Ecate» a «saettante» a «pura». Il nome si diffuse molto nel Medioevo grazie a due sante molto popolari: la prima è Santa Caterina d’Alessandria, una martire egiziana del secolo quarto che è diventata fra l’altro la protettrice delle ragazze da marito e delle apprendiste sarte, che sono chiamate «caterinette» in suo onore e che celebrano la loro festa il 25 novembre, quando si ricorda la santa. L’altro onomastico cade invece il 29 aprile, quando si festeggia la compatrona d’Italia, con Francesco d’Assisi, Santa Caterina da Siena, che fra l’altro fu una delle maggiori scrittrici italiane del secolo decimoquarto benché fosse quasi analfabeta. I suoi libri infatti li dettava e oggi ancora si leggono con ammirazione non soltanto per la profondità mistica ma per il toscano limpido e puro come un cristallo. Insieme a Caterina esistono in Italia altre varianti del nome come Ketty, oppure Catia, che sarebbe la traduzione del russo Katia o Katyusha; oppure Caterine, dal francese Catherine, che probabilmente è diventato celebre nei nostri giorni grazie alle attrici Catherine Deneuve e Catherine Spaak; oppure la versione finlandese e svedese Karin o Karen.

Il significato del tuo nome…Cataldo

II nome deriva dal germanico “hatu” e “walt”, con il significato di “fortissimo in guerra”. L’onomastico si festeggia il 10 maggio in onore di San Cataldo monaco, vescovo di Rachu, in Irlanda, vissuto tra il VI e il VII secolo. Mentre ritornava da un pellegrinaggio in Terra Santa naufragò nei pressi di Taranto ove più tardi resse la diocesi. Il Santo è patrono di Taranto e di Roccamonfina.

Carmelina Carmelo Carmen Carmine Carol Carola Carolina

Il nome deriva dal tedesco kart e significa “uomo libero”. Il nome usato fin dall’antichità in tutta Europa e assai usato anche in America, fu portato anche da numerosi re e imperatori, tra cui il famoso Carlo Magno, patrono degli scolari francesi. Carla si festeggia il 17 agosto in ricordo della venerabile Carol o Carola Gerhardinger di Regensburg. Al femminile sono usate anche le seguenti forme: Carolina, Carlotta e Carola. L’onomastico di Carlo, invece, è tradizionalmente festeggiato il 4 novembre in onore di San Carlo Borromeo nato nel 1538. A soli 22 anni era già cardinale e fu il fondatore di uno dei primi seminari. In suo onore è stata eletta una colossale statua ad Arona, il famoso San Carlone. Il Santo morì il 3 novembre del 1584. E’ patrono di Milano, dei librai, catechisti, dei maestri e dei legatori di libri. Lo si invoca per scongiurare il pericolo di malattie contagiose.Carattere e destino
Religiosa, superstiziosa, mistica, esaltata. Timida e impressionabile, romantica e ardente, trova nell’amore la chiave del vero appagamento.Otto, il numero fortunato; martedì il suo giorno. Colore: rosso vino.
Talismani: un diaspro bruno o la stella di Natale.

Il significato del tuo nome…Carmela

Carmela è ancora oggi uno dei nomi più diffusi in Italia insieme con la variante Carmen, soprattutto nel sud e in Sicilia, dov’è molto frequente. Carmela, come il maschile Carmelo, deriva dall’ebraico Karmel che significa “giardino”. Così si chiama un monte della Palestina sul quale il profeta Elia, mentre stava pregando durante una siccità che aveva colpito Israele, vide formarsi una nuvoletta che a poco a poco si allargò oscurando il cielo e sciogliendosi poi in pioggia. Quella nuvoletta fu interpretata fra i cristiani come una delle figure profetiche della Madonna. All’inizio del secolo tredicesimo vivevano sul monte Karmel, tradotto poi nel latino Carmelus e nell’italiano Carmelo, degli eremiti che furono riuniti nell’ordine dei Carmelo dal patriarca di Gerusalemme. Poi i carmelitani cominciarono a emigrare in Europa per sfuggire ai musulmani che avevano occupato la Palestina. Nel 1226 istituirono al 16 luglio, onomastico di tutti i Carmeli e le Carmele, la festa della Madonna dei Carmelo che divenne poi popolare per una visione. Un giorno la Madonna apparve a Simone Stock, superiore dell’ordine dei carmelitani, consegnandogli uno scapolare che avrebbe liberato dalle pene dell’inferno chiunque lo avesse indossato. La straordinaria devozione per Maria del Carmelo ha diffuso soprattutto nell’Europa meridionale Carmelo e Carmela, insieme con le varianti Carmine e Carmen. Quest’ultimo nome si è diffuso nel meridione durante la dominazione spagnola. Nell’Ottocento ha avuto un’ulteriore diffusione in tutto il Paese grazie a un’opera lirica di Bizet, la celebre Carmen, la seducente sigaraia di Siviglia mangiatrice d’uomini. Anche nella forma italiana, Carmela, il nome ha ispirato letterati, compositori e cantanti nostrani. Da Aldo Palazzeschi, che ha dedicato una sua poesia a Regina Carmela; a Renato Carosone, che negli anni Cinquanta cantava nella “A’ sunnambula”.

Il significato del tuo nome…Carlotta-Carlottina-Carluccia

Il nome deriva dal tedesco kart e significa “uomo libero”. Il nome usato fin dall’antichità in tutta Europa e assai usato anche in America, fu portato anche da numerosi re e imperatori, tra cui il famoso Carlo Magno, patrono degli scolari francesi. Carla si festeggia il 17 agosto in ricordo della venerabile Carol o Carola Gerhardinger di Regensburg. Al femminile sono usate anche le seguenti forme: Carolina, Carlotta e Carola. L’onomastico di Carlo, invece, è tradizionalmente festeggiato il 4 novembre in onore di San Carlo Borromeo nato nel 1538. A soli 22 anni era già cardinale e fu il fondatore di uno dei primi seminari. In suo onore è stata eletta una colossale statua ad Arona, il famoso San Carlone. Il Santo morì il 3 novembre del 1584. E’ patrono di Milano, dei librai, catechisti, dei maestri e dei legatori di libri. Lo si invoca per scongiurare il pericolo di malattie contagiose.

Si racconta che quando Carlo Martello nacque, la levatrice, mostrandolo al padre, esclamò: “E’ un maschio!”, ed il padre rispose: “Allora lo chiameremo Karl”. Infatti “maschio” nell’idioma franco di quel tempo si diceva Karl. I Franchi lo trasformarono in un nome onorifico, Karl, che attribuirono ai maestri di palazzo alla corte dei re Merovingi. Quando nel 737 il maestro di palazzo Carlo Martello assunse i poteri, Karl divenne un nome tradizionale della nuova dinastia e infatti venne imposto a suo nipote che fu il celebre Carlomagno fondatore del Sacro Romano Impero. Con Carlomagno, incoronato imperatore a Roma, da papa Leone III, nel Natale dell’800, il nome si diffuse anche in Italia nella traduzione latina Carolus che si trasformò poi in Carlus e nell’italiano Carlo. Un nome che divenne frequente nel Medioevo soprattutto nelle famiglie regnanti, tradizione che è continuata fino ad oggi, tant’è vero che l’erede al trono d’Inghilterra si chiama Carlo e il re di Spagna lo porta come secondo nome del composto Juan Carlos. Tra gli imperatori e i re più celebri dei passato si ricorderanno fra gli altri, Carlo I d’Angiò re di Sicilia, Carlo VIII di Francia e Carlo I di Spagna e V della Germania, l’ultimo a portare ancora nel Cinquecento il titolo di Imperatore del Sacro Romano Impero. Anche in Italia abbiamo avuto parecchi duchi di Savoia e re di Sardegna con questo nome che si è ulteriormente diffuso negli ambienti monarchici dell’epoca risorgimentale grazie al re Carlo Alberto; mentre fra i mazziniani il nome si diffuse grazie all’eroico Carlo Pisacane. Il 4 novembre quasi un milione di italiani che si chiamano Carlo e Carla festeggeranno il loro onomastico e molti, almeno i lombardi, saliranno per l’occasione sul celebre San Carlone, la statua di rame alta ben venti metri e mezzo, che svetta sulla collina sopra Arona, la cittadina del lago Maggiore dove nacque uno dei santi italiani più popolari, San Carlo Borromeo, vescovo di Milano e uno dei protagonisti della Controriforma nel secolo sedicesimo. Carlo, dunque, che è uno dei nomi più diffusi in Italia e in tutta l’Europa, è stato portato da poeti, . scrittori e artisti. In letteratura i Carlo nostrani più popolari sono il Goldoni e il poeta milanese Porta; fuori d’Italia, Charles Baudelaire, Charles Montesquieu e Charles Dickens. E Carlo, anzi Karol, alla polacca, si chiama l’attuale papa Giovanni Paolo II. Anche il femminile Carla è abbastanza diffuso in tutto il Paese insieme con Carola e Carolina, che derivano direttamente dalla forma latina originaria, Carola, e con tanti diminutivi e alterati come Carletta, Carlotta, Carluccia e Carlottina.

Il significato del tuo nome…Carlo

Il nome deriva dal tedesco kart e significa “uomo libero”. Il nome usato fin dall’antichità in tutta Europa e assai usato anche in America, fu portato anche da numerosi re e imperatori, tra cui il famoso Carlo Magno, patrono degli scolari francesi. Carla si festeggia il 17 agosto in ricordo della venerabile Carol o Carola Gerhardinger di Regensburg. Al femminile sono usate anche le seguenti forme: Carolina, Carlotta e Carola. L’onomastico di Carlo, invece, è tradizionalmente festeggiato il 4 novembre in onore di San Carlo Borromeo nato nel 1538. A soli 22 anni era già cardinale e fu il fondatore di uno dei primi seminari. In suo onore è stata eletta una colossale statua ad Arona, il famoso San Carlone. Il Santo morì il 3 novembre del 1584. E’ patrono di Milano, dei librai, catechisti, dei maestri e dei legatori di libri. Lo si invoca per scongiurare il pericolo di malattie contagiose.

Si racconta che quando Carlo Martello nacque, la levatrice, mostrandolo al padre, esclamò: “E’ un maschio!”, ed il padre rispose: “Allora lo chiameremo Karl”. Infatti “maschio” nell’idioma franco di quel tempo si diceva Karl. I Franchi lo trasformarono in un nome onorifico, Karl, che attribuirono ai maestri di palazzo alla corte dei re Merovingi. Quando nel 737 il maestro di palazzo Carlo Martello assunse i poteri, Karl divenne un nome tradizionale della nuova dinastia e infatti venne imposto a suo nipote che fu il celebre Carlomagno fondatore del Sacro Romano Impero. Con Carlomagno, incoronato imperatore a Roma, da papa Leone III, nel Natale dell’800, il nome si diffuse anche in Italia nella traduzione latina Carolus che si trasformò poi in Carlus e nell’italiano Carlo. Un nome che divenne frequente nel Medioevo soprattutto nelle famiglie regnanti, tradizione che è continuata fino ad oggi, tant’è vero che l’erede al trono d’Inghilterra si chiama Carlo e il re di Spagna lo porta come secondo nome del composto Juan Carlos. Tra gli imperatori e i re più celebri dei passato si ricorderanno fra gli altri, Carlo I d’Angiò re di Sicilia, Carlo VIII di Francia e Carlo I di Spagna e V della Germania, l’ultimo a portare ancora nel Cinquecento il titolo di Imperatore del Sacro Romano Impero. Anche in Italia abbiamo avuto parecchi duchi di Savoia e re di Sardegna con questo nome che si è ulteriormente diffuso negli ambienti monarchici dell’epoca risorgimentale grazie al re Carlo Alberto; mentre fra i mazziniani il nome si diffuse grazie all’eroico Carlo Pisacane. Il 4 novembre quasi un milione di italiani che si chiamano Carlo e Carla festeggeranno il loro onomastico e molti, almeno i lombardi, saliranno per l’occasione sul celebre San Carlone, la statua di rame alta ben venti metri e mezzo, che svetta sulla collina sopra Arona, la cittadina del lago Maggiore dove nacque uno dei santi italiani più popolari, San Carlo Borromeo, vescovo di Milano e uno dei protagonisti della Controriforma nel secolo sedicesimo. Carlo, dunque, che è uno dei nomi più diffusi in Italia e in tutta l’Europa, è stato portato da poeti, . scrittori e artisti. In letteratura i Carlo nostrani più popolari sono il Goldoni e il poeta milanese Porta; fuori d’Italia, Charles Baudelaire, Charles Montesquieu e Charles Dickens. E Carlo, anzi Karol, alla polacca, si chiama l’attuale papa Giovanni Paolo II. Anche il femminile Carla è abbastanza diffuso in tutto il Paese insieme con Carola e Carolina, che derivano direttamente dalla forma latina originaria, Carola, e con tanti diminutivi e alterati come Carletta, Carlotta, Carluccia e Carlottina.

Il significato del tuo nome…Carletta

Si racconta che quando Carlo Martello nacque, la levatrice, mostrandolo al padre, esclamò: “E’ un maschio!”, ed il padre rispose: “Allora lo chiameremo Karl”. Infatti “maschio” nell’idioma franco di quel tempo si diceva Karl. I Franchi lo trasformarono in un nome onorifico, Karl, che attribuirono ai maestri di palazzo alla corte dei re Merovingi. Quando nel 737 il maestro di palazzo Carlo Martello assunse i poteri, Karl divenne un nome tradizionale della nuova dinastia e infatti venne imposto a suo nipote che fu il celebre Carlomagno fondatore del Sacro Romano Impero. Con Carlomagno, incoronato imperatore a Roma, da papa Leone III, nel Natale dell’800, il nome si diffuse anche in Italia nella traduzione latina Carolus che si trasformò poi in Carlus e nell’italiano Carlo. Un nome che divenne frequente nel Medioevo soprattutto nelle famiglie regnanti, tradizione che è continuata fino ad oggi, tant’è vero che l’erede al trono d’Inghilterra si chiama Carlo e il re di Spagna lo porta come secondo nome del composto Juan Carlos. Tra gli imperatori e i re più celebri dei passato si ricorderanno fra gli altri, Carlo I d’Angiò re di Sicilia, Carlo VIII di Francia e Carlo I di Spagna e V della Germania, l’ultimo a portare ancora nel Cinquecento il titolo di Imperatore del Sacro Romano Impero. Anche in Italia abbiamo avuto parecchi duchi di Savoia e re di Sardegna con questo nome che si è ulteriormente diffuso negli ambienti monarchici dell’epoca risorgimentale grazie al re Carlo Alberto; mentre fra i mazziniani il nome si diffuse grazie all’eroico Carlo Pisacane. Il 4 novembre quasi un milione di italiani che si chiamano Carlo e Carla festeggeranno il loro onomastico e molti, almeno i lombardi, saliranno per l’occasione sul celebre San Carlone, la statua di rame alta ben venti metri e mezzo, che svetta sulla collina sopra Arona, la cittadina del lago Maggiore dove nacque uno dei santi italiani più popolari, San Carlo Borromeo, vescovo di Milano e uno dei protagonisti della Controriforma nel secolo sedicesimo. Carlo, dunque, che è uno dei nomi più diffusi in Italia e in tutta l’Europa, è stato portato da poeti, . scrittori e artisti. In letteratura i Carlo nostrani più popolari sono il Goldoni e il poeta milanese Porta; fuori d’Italia, Charles Baudelaire, Charles Montesquieu e Charles Dickens. E Carlo, anzi Karol, alla polacca, si chiama l’attuale papa Giovanni Paolo II. Anche il femminile Carla è abbastanza diffuso in tutto il Paese insieme con Carola e Carolina, che derivano direttamente dalla forma latina originaria, Carola, e con tanti diminutivi e alterati come Carletta, Carlotta, Carluccia e Carlottina.

Il significato del tuo nome…Carla

Il nome deriva dal tedesco kart e significa “uomo libero”. Il nome usato fin dall’antichità in tutta Europa e assai usato anche in America, fu portato anche da numerosi re e imperatori, tra cui il famoso Carlo Magno, patrono degli scolari francesi. Carla si festeggia il 17 agosto in ricordo della venerabile Carol o Carola Gerhardinger di Regensburg. Al femminile sono usate anche le seguenti forme: Carolina, Carlotta e Carola. L’onomastico di Carlo, invece, è tradizionalmente festeggiato il 4 novembre in onore di San Carlo Borromeo nato nel 1538. A soli 22 anni era già cardinale e fu il fondatore di uno dei primi seminari. In suo onore è stata eletta una colossale statua ad Arona, il famoso San Carlone. Il Santo morì il 3 novembre del 1584. E’ patrono di Milano, dei librai, catechisti, dei maestri e dei legatori di libri. Lo si invoca per scongiurare il pericolo di malattie contagiose.

Si racconta che quando Carlo Martello nacque, la levatrice, mostrandolo al padre, esclamò: “E’ un maschio!”, ed il padre rispose: “Allora lo chiameremo Karl”. Infatti “maschio” nell’idioma franco di quel tempo si diceva Karl. I Franchi lo trasformarono in un nome onorifico, Karl, che attribuirono ai maestri di palazzo alla corte dei re Merovingi. Quando nel 737 il maestro di palazzo Carlo Martello assunse i poteri, Karl divenne un nome tradizionale della nuova dinastia e infatti venne imposto a suo nipote che fu il celebre Carlomagno fondatore del Sacro Romano Impero. Con Carlomagno, incoronato imperatore a Roma, da papa Leone III, nel Natale dell’800, il nome si diffuse anche in Italia nella traduzione latina Carolus che si trasformò poi in Carlus e nell’italiano Carlo. Un nome che divenne frequente nel Medioevo soprattutto nelle famiglie regnanti, tradizione che è continuata fino ad oggi, tant’è vero che l’erede al trono d’Inghilterra si chiama Carlo e il re di Spagna lo porta come secondo nome del composto Juan Carlos. Tra gli imperatori e i re più celebri dei passato si ricorderanno fra gli altri, Carlo I d’Angiò re di Sicilia, Carlo VIII di Francia e Carlo I di Spagna e V della Germania, l’ultimo a portare ancora nel Cinquecento il titolo di Imperatore del Sacro Romano Impero. Anche in Italia abbiamo avuto parecchi duchi di Savoia e re di Sardegna con questo nome che si è ulteriormente diffuso negli ambienti monarchici dell’epoca risorgimentale grazie al re Carlo Alberto; mentre fra i mazziniani il nome si diffuse grazie all’eroico Carlo Pisacane. Il 4 novembre quasi un milione di italiani che si chiamano Carlo e Carla festeggeranno il loro onomastico e molti, almeno i lombardi, saliranno per l’occasione sul celebre San Carlone, la statua di rame alta ben venti metri e mezzo, che svetta sulla collina sopra Arona, la cittadina del lago Maggiore dove nacque uno dei santi italiani più popolari, San Carlo Borromeo, vescovo di Milano e uno dei protagonisti della Controriforma nel secolo sedicesimo. Carlo, dunque, che è uno dei nomi più diffusi in Italia e in tutta l’Europa, è stato portato da poeti, . scrittori e artisti. In letteratura i Carlo nostrani più popolari sono il Goldoni e il poeta milanese Porta; fuori d’Italia, Charles Baudelaire, Charles Montesquieu e Charles Dickens. E Carlo, anzi Karol, alla polacca, si chiama l’attuale papa Giovanni Paolo II. Anche il femminile Carla è abbastanza diffuso in tutto il Paese insieme con Carola e Carolina, che derivano direttamente dalla forma latina originaria, Carola, e con tanti diminutivi e alterati come Carletta, Carlotta, Carluccia e Carlottina.

Il significato del tuo nome…Candida-Candido

In un Paese come il nostro, dove in certi ambienti la furbizia e la disonestà sono considerate virtù, chiamarsi Candido è diventato socialmente disdicevole. Sicché oggi il nome è in declino nonostante la sua nobiltà. E’ di origine latina: candidus era originariamente un agettivo che significava «candido, luminoso, puro». Poi venne adottato come un cognomen o un supemomen, cioè un secondo cognome. Alla fine i cristiani lo trasformarono in un nome proprio attribuendogli il significato di «puro spiritualmente». Molti santi e sante portarono questo nome, sicché per l’onomastico c’è l’ imbarazzo della scelta. Il primo dicembre, ad esempio, si festeggia Santa Candida martire a Roma. San Candido martire a Roma si festeggia invece il 10 luglio. Candido e Candida sono diventati due nomi celebri letterariamente per due opere molto popolari. La prima è il romanzo filosofico di Voltaire, Candido o l’ottimismo che, pubblicato nel 1759, era una critica alla filosofia di Leibniz. Un secolo dopo, nel 1898, George Bernard Shaw presentava una commedia, Candida, dove l’omonima protagonista è la moglie di un pastore anglicano buono ma ingenuo al quale si dedicherà con amore preferendolo a un giovane poeta che s’innamora di lei.

Il significato del tuo nome…Camilla-Camillo

Camillo è un nome di origine etrusca ma di significato ignoto. Si pensa che abbia un’origine sacrale perché i camilli, nella religione romana, che tanto deve a quella etrusca, erano i fanciulli che assistevano i sacerdoti, specialmente i flamini, nei sacrifici. Dovevano essere, liberi di nascita, impuberi e avere due genitori viventi. Erano vestiti con una corta tunica cinta alla vita e con maniche lunghe e strette, e recavano sulle spalle il panno rituale e nelle mani la patera o la cassettina dell’incenso o la brocca. Camillus divenne poi un cognome latino. Così si chiamava quel Marco Furio Camillo che all’inizio del quarto secolo avanti Cristo conquistò la città etrusca di Veio, raddoppiando il territorio di Roma, e poi cacciò i Galli. Fu considerato il secondo fondatore di Roma, e una sua frase divenne celebre: quando i Romani stavano trattando con i Galli che avevano occupato Roma, entrò nella città urlando “con il ferro, non con l’oro si salva la patria” e cacciò gli invasori. Il nome fu poi adottato dai cristiani e tradotto infine nel nostro Camillo, che ha avuto un’ulteriore diffusione nel Rinascimento per la voga dei nomi classici e successivamente per la venerazione di uno dei grandi santi della Controriforma, quel Camillo de Lellis che fondò nel 1575 l’ordine dei Ministri degli Infermi o Camilliani per l’assistenza dei malati negli ospedali. Lo si ricorda il 14 luglio, che è l’onomastico di tutti i Camillo. Col Risorgimento il nome tornò di moda grazie alla popolarità di Camillo Benso di Cavour, l’artefice dell’Unità d’Italia. Sicché molti padri patriottici vollero ricordarlo nel proprio figlio. Meno diffuso è il femminile Camilla, il cui onomastico cade il 3 marzo, festa di Santa Camilla di Auxerre. Ma anche le Camille hanno un’antenata illustre, la vergine-guerriera del popolo dei Volsci, cantata da Virgilio nell’Eneide, che mori in battaglia nonostante la protezione della dea Diana.

Natura dei segni zodiacali…

La natura dei segni è abbastanza complessa e ha riferimenti spirituali, pertanto non fisici e tantomeno sessuali.

I segni maschili si considerano più attivi ed estroversi. quelli femminili più sensibili e introspettivi.
Il maschile e il femminile esistono in entrambi i sessi, dosati diversamente.
Ogni donna ha pianeti maschili nel proprio tema, così ogni uomo ha pianeti femminili.

L’astrologia ha sempre sostenuto che ognuno ha in sè una duplice natura, maschile e femminile, indipendentemente dal sesso biologico.
Di conseguenza anche i segni zodiacali hanno una loro polarità che viene così suddivisa in segni maschili e segni femminili.

I segni maschili sono: l’Ariete, Gemelli, Leone, Bilancia, Sagittario e Acquario. Hanno una caratteristica comune, costituita dal ritmo periodico.
Quando in un’oroscopo si nota che la maggioranza dei segni maschili sono occupati dai pianeti, indica la tendenza al soggetto a passare a stati di apatia a stati d’azione immediata.
E’ la persona che non conosce le ”mezze misure”. in particolare quando quando è l’ascendente a cadere in un segno maschile, vi è la predisposizione a una realizzazione pratica nella vita.

I segni femminili sono: il Toro, Cancro, Vergine, Scorpione, Capricorno e Pesci. Essi esprimono un ritmo psichico alternante, ma più prevedibile nelle sue manifestazioni, esiste più equilibrio a livello mentale e una linea costante nell’espressione dei sentimenti.
in particolare, quando è l’ascendente a cadere in segno femminile, si evidenzia l’importanza della vita interiore dell’individuo.

Anche il Sole, la Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, ovvero i sette pianeti tradizionali, si dividono in pianeti maschili, femminili e neutri.



I pianeti maschili sono: Sole, Marte, Giove e Saturno.
I pianeti femminili sono: la Luna e Venere.
Mercurio è un pianeta neutro.

Il significato del tuo nome…Bruno

Il nome deriva dall’antico danese brun e significa “ardere”. L’onomastico, per entrambi i sessi, viene festeggiato il 6 ottobre in memoria di San Bruno Abate, fondatore dei Certosini, morto nel 1101 a Serra San Bruno in provincia di Catanzaro. Il nome si presta ai seguenti diminutivi: Brunetto/a, Brunella e all’accrescitivo Brunone.

Il significato del tuo nome…Brunilda

S. Brunilde, 1 novembre. Brunilde, da brunechild = “fanciulla abbagliante” oppure, secondo altre fonti, “donna che combatte con la corazza”, è il nome della donna di cui Gunther, re del Nibelunghi, si è invaghito. Respinto, con l’aiuto di Sigfrido e di un elmo che lo rende invisibile, riesce a sposarla, ma il povero Sigfrido sarà ucciso dalla regina Brunilde per vendetta. Sensibili, sentimentali e femminili, Brunelda e Brunilde si rivelano però capaci di agire al momento propizio. Carattere mutevole, incontentabile, capriccioso sempre in cerca di novità. Pigrizia, romanticismo, scarsa sincerità in amore. Il cinque è il portafortuna di Brunilde, il quattro di Brunelda. I giorni favorevoli sono rispettivamente mercoledì e domenica. Colori azzurro e oro. Come portafortuna agata e lavanda per la prima, crisolito e mimosa per la seconda.

Il significato del tuo nome…Brunella

Quando i barbari vennero a contatto con i Romani, durante l’Impero, si accorsero che molti erano scuri di capelli e di barba, e spesso anche di carnagione, sicché li definirono “bruni”. Infatti l’aggettivo bruno non è di origine latina, ma germanica: deriva da “brun” che fu poi tradotto nel latino tardo in brunus e bruna. L’aggettivo divenne poi un soprannome, Bruno o Brunone, che veniva dato a chi aveva carnagione o capelli scuri. E infine diventò un vero nome proprio. Ma la grande diffusione di questo nome nel Medioevo e poi nell’età moderna è dovuta al culto di alcuni santi, primo fra tutti il fondatore dell’ordine dei certosini, San Bruno, che era tedesco di nascita ma alla fine dell’XI secolo si trasferì in Calabria fondando la certosa della Torre dove morì il 6 ottobre dei 1101, giorno in cui, appunto, si festeggia il santo. Oggi della vecchia certosa non rimane che una chiesa rifatta nei secoli, mentre una nuova certosa venne costruita nel XVI secolo a qualche chilometro di distanza. In quella certosa, che esiste ancora adesso, fu traslato San Bruno che ha ispirato anche il nome della cittadina costruita nelle vicinanze: Serra San Bruno. Un luogo incantevole, a ottocentocinquanta metri d’altezza, un pianoro boscoso circondato da dolci colline che merita una gita. Oltre al 6 ottobre un’altra data per l’onomastico è il 18 luglio, festa di San Bruno vescovo e patrono di Segni, nel Lazio, morto nel 1123. Sono anche abbastanza diffusi i diminutivi Brunetto e Brunello. Molto diffuso è anche il femminile Bruna, frequentissimo in Basilicata per il culto della Madonna della Bruna, un’immagine bizantina custodita nel Duomo di Matera, di cui è patrona e dove viene festeggiata il 2 luglio.

Il significato del tuo nome…Bruna

Quando i barbari vennero a contatto con i Romani, durante l’Impero, si accorsero che molti erano scuri di capelli e di barba, e spesso anche di carnagione, sicché li definirono “bruni”. Infatti l’aggettivo bruno non è di origine latina, ma germanica: deriva da “brun” che fu poi tradotto nel latino tardo in brunus e bruna. L’aggettivo divenne poi un soprannome, Bruno o Brunone, che veniva dato a chi aveva carnagione o capelli scuri. E infine diventò un vero nome proprio. Ma la grande diffusione di questo nome nel Medioevo e poi nell’età moderna è dovuta al culto di alcuni santi, primo fra tutti il fondatore dell’ordine dei certosini, San Bruno, che era tedesco di nascita ma alla fine dell’XI secolo si trasferì in Calabria fondando la certosa della Torre dove morì il 6 ottobre dei 1101, giorno in cui, appunto, si festeggia il santo. Oggi della vecchia certosa non rimane che una chiesa rifatta nei secoli, mentre una nuova certosa venne costruita nel XVI secolo a qualche chilometro di distanza. In quella certosa, che esiste ancora adesso, fu traslato San Bruno che ha ispirato anche il nome della cittadina costruita nelle vicinanze: Serra San Bruno. Un luogo incantevole, a ottocentocinquanta metri d’altezza, un pianoro boscoso circondato da dolci colline che merita una gita. Oltre al 6 ottobre un’altra data per l’onomastico è il 18 luglio, festa di San Bruno vescovo e patrono di Segni, nel Lazio, morto nel 1123. Sono anche abbastanza diffusi i diminutivi Brunetto e Brunello. Molto diffuso è anche il femminile Bruna, frequentissimo in Basilicata per il culto della Madonna della Bruna, un’immagine bizantina custodita nel Duomo di Matera, di cui è patrona e dove viene festeggiata il 2 luglio.

Il significato del tuo nome… Brigitta

Il nome Brigitta deriva dal celtico Brighid. Il suo significato è “alta, forte, potente”.

E’ un nome assai diffuso in Svezia e in Irlanda.

L’onomastico è festeggiato l’1 febbraio in ricordo di santa Brigitta, vergine irlandese, patrona dell’Irlanda.

Nella mitologia irlandese era dea della poesia e della saggezza, la figlia del dio del fuoco.

Il significato del tuo nome…Brigida

S. Brigida, 1 febbraio. Dal sassone beraht-bert = splendido, o dall’irlandese brit = alto eccelso, Brigida si connette col nome della dea Brigantia, una sorta di Minerva celtica, preposta alle scienze e alle arti. Due onomastici per Brigida: il 1 febbraio celebrazione di una santa scozzese e l’8 ottobre per commemorare la santa svedese che, dopo un pellegrinaggio a Roma, fondò nella sua terra un ospizio per pellegrini e studenti. Patrona dei viandanti e dei balbuzienti, è invocata quando i bambini tardano a parlare. È il nome adatto per una nota valchiria di oggi, Brigitte Nielsen. Le varianti e le forme straniere: Brigitta, Birgitta, Britta, Bridget e Biddy. Personalità autoritaria, ombrosa, assolutista, Brigida non si piega mai preferendo semmai piegare gli altri al proprio volere. Amante della libertà, delle allegre compagnie e dell’avventura costella la propria esistenza di colpi di testa e imprevisti. Molto sentimentale prende con facilità abbagli amorosi, rinunciando a tutto per un compagno non adatto a lei. Incapacità di conservare la propria fortuna. Paura dell’introspezione e della solitudine. Mobile, mercuriano, è il cinque, il numero portafortuna di Brigida. Giorno favorevole, mercoledì. Colore, arancione. I talismani: un opale, una vecchia moneta, essenza di menta.

Il significato del tuo nome…Bianca-Bianco

Le donne che si chiamano Bianca celebrano il loro onomastico il 2 dicembre, festa di Santa Bianca, regina di Francia nel secolo dodicesimo. Chi invece si chiama Bianco, un nome usato in Toscana, festeggerà l’onomastico il primo agosto, quando si ricorda San Bianco eremita, compagno di San Pellegrino. Bianco e Bianca non sono nomi di origine latina, ma germanica. In latino infatti bianco si diceva albus. Furono le popolazioni germaniche a introdurre in Italia l’aggettivo blank. Divenne anche un nome proprio, come Rosso, Nero, Bruno: soprannomi poi diventati nomi che indicavano inizialmente delle caratteristiche, come il colore della pelle, dei capelli, degli occhi. Il femminile Blanca, poi tradotto in Bianca, ebbe fortuna perché lo portarono varie principesse di casa Savoia. Al nome di Bianca, che ha dato origine anche ai composti Biancarosa o Biancamaria, abbastanza diffusi, Umberto Saba dedicò una celebre poesia. Bianca ha ispirato ai fratelli Grimm il nome di Biancaneve, che è stato adottato anche in Italia da qualche genitore entusiasta della favola.

Il significato del tuo nome… Biagio

S. Biagio, 3 febbraio. Biagio, più accettabile nella forma francese Blaise, il nome del filosofo Pascal, ha alle radici un etimo piuttosto infausto. In latino blaesus significa balbuziente, in greco blaisùs, zoppo (da cui il detto “adagio, Biagio”). S. Biagio, santificato il 3 febbraio, è protettore della gola perché, si narra, abbia liberato da un osso un bambino che stava per soffocare. Lo si invoca contro le malattie dei bambini e del bestiame. Il suo martirio subìto con pettini di ferro ne ha fatto inoltre il patrono del cardatori e dei materassai; e ci si rivolge a lui anche per trovare marito. Carattere chiuso, conservatore, portato per le scienze esatte. Tenacia, inflessibilità, gelosia. Gusto accentuato per la buona tavola. Numero fortunato, sette; giorno favorevole, lunedì; colore, grigio. I portafortuna più adatti: un pesciolino d’argento, una perla, un pettine bianco.

Il significato del tuo nome…Bernardo

Prima dell’apertura dei trafori alpini, per andare in auto in Francia e Svizzera dalla valle d’Aosta bisognava salire fìno ai passi del Piccolo e del Gran San Bernardo, a più di duemila metri d’altezza. Sulla cima vi sono ancora adesso gli omonimi ospizi per pellegrini e viaggiatori, dove si allevano anche gli affettuosi cani San Bernardo, specializzati nel salvare chi si perde per le montagne. Quegli ospizi furono fondati nell’XI secolo da San Bernardo d’Aosta che insieme con San Bernardo da Chiaravalle, il monaco cistercense, dottore della Chiesa e fondatore nel XII secolo dell’abbazia di Clairvaux in Francia, ha contribuito alla diffusione di questo nome nel nostro Paese. Un nome germanico di tradizione francone, composto da berno, che significa orso, e da hardhu, duro, forte. Sicché Bernardo significa «valoroso come un orso» oppure « orso valoroso». E’abbastanza diffuso anche l’alterato Bernardino che si impose dal Quattrocento in poi grazie al culto di San Bernardino da Siena. Fra le donne la Bernadetta più celebre è la figlia di un mugnaio di Lourdes, Bernadette Soubirous, alla quale appariva la Vergine nel 1858. Nel luogo delle apparizioni scaturì una sorgente che si dice miracolosa: e nei suoi pressi la Santa fece costruire il santuario di Lourdes. L’onomastico di Bernardo o di Bernarda può cadere o il 20 agosto, festa di San Bernardo di Chiaravalle; il 20 maggio, quando si ricorda San Bernardino da Siena; il 15 giugno quando si ricorda Bernardo d’Aosta, oppure il 16 aprile giorno in cui viene festeggiata Santa Maria Bernarda o più popolarmente Santa Bernardette.