Occhiaie: cause e 10 rimedi naturali

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Occhiaie, cause e rimedi naturali. Le occhiaie: ecco un problema ricorrente da affrontare, non soltanto nel caso in cui si sia fatto tardi durante il weekend o la sera precedente ad un importante appuntamento di lavoro, ma anche poiché la presenza di segni scuri attorno agli occhi e di gonfiore potrebbe essere l‘indicatore di alcune problematiche che il nostro organismo si ritrova ad affrontare, a nostra insaputa.

Ecco allora alcune possibili cause della presenza di occhiaie ed i relativi rimedi naturali per attenuare il problema.

Cause delle occhiaie

1) Assottigliamento della pelle

La pelle al di sotto degli occhi è molto sottile e delicata. Con il trascorrere degli anni, essa si assottiglia sempre di più, rendendo visibili i vasi sanguigni. Ciò contribuisce ad evidenziare le occhiaie. Si tratta di una condizione che può essere aggravata da un esposizione eccessiva e priva di protezioni ai raggi solari.

2) Allergie

La presenza di occhiaie può essere in taluni casi considerata un segno di allergia, soprattutto per coloro che soffrono di sensibilità a polvere, pollini e graminacee. Le occhiaie possono essere correlate anche ad allergie alimentari ed aggravate da prurito, bruciore agli occhi e necessità di strofinarli.

 

3) Ritenzione idrica e disidratazione

A causa della ritenzione di liquidi da parte dell’organismo, i vasi sanguigni nella zona perioculare possono dilatarsi, avendo come conseguenza una presenza maggiormente evidente delle occhiaie. La ritenzione idrica potrebbe essere legata a problemi cardiaci, alla tiroide, ai reni o al fegato, ma anche all’assunzione di alcune tipologie di farmaci che la favoriscono. La presenza di occhiaie potrebbe inoltre essere dovuta a disidratazione, causata da una scarsa assunzione di acqua durante il giorno.

 

4) Genetica e insonnia

La presenza di occhiaie in famiglia può essere predeterminata da una predisposizione genetica. Tra i membri della famiglia, coloro con la carnagione più chiara potrebbero presentare occhiaie più evidenti. Le occhiaie possono anche essere causata da insonnia e scarso riposo, che possono rendere il colorito più pallido e i capillari al di sotto degli occhi più evidenti.

 

5) Anemia

La presenza di occhiaie, accompagnata da un evidente pallore, potrebbe essere dovuta ad anemia e carenza di ferro, condizioni di cui sarebbe bene indagare immediatamente le cause, in modo da poter giungere ad una soluzione in tempi brevi, anche grazie ad alcuni rimedi naturali considerati efficaci.

 

Rimedi naturali contro le occhiaie

1) Antiossidanti

Se le occhiaie sono causate da fragilità capillare, potrebbe rappresentare un buon rimedio arricchire la propria alimentazione con alcuni cibi ricchi di antiossidanti, come more, mirtilli, prezzemolo, cipolle, legumi e melagrana. Tra le bevande ricche di antiossidanti troviamo il tè, con particolare riferimento al tè verde o al tè nero. Una loro eccessiva assunzione potrebbe però contribuire a ridurre l’assorbimento del ferro da parte dell’organismo.

2) Vitamina C

Un ulteriore elemento nutritivo ritenuto in grado di rafforzare i capillari è costituito dalla vitamina C. Per assicurarsi una corretta assunzione giornaliera di tale vitamina è bene arricchire la propria dieta di arance e loro spremuta, carote, kiwi, succo di limone, peperoni, fragole, pomodori e lattuga.

 

3) Bustine di te’

Le bustine di tè, una volta fredde e dopo essere state ben strizzate, possono essere applicate al di sotto degli occhi in modo tale da attenuare il gonfiore ed i segni causati dalla stanchezza, così da rendere le occhiaie meno evidenti. Prolungate l’applicazione delle bustine per almeno un quarto d’ora durante un momento di relax.

tè occhiaie

4) Succo e fettine di cetriolo

Il succo di cetriolo, ottenuto utilizzando una centrifuga, o le stesse fettine di cetriolo, possono rappresentare un utile rimedio contro le occhini. Le fettine di cetriolo possono essere applicate direttamente sugli occhi chiusi per un quarto d’ora – magari mentre ci si dedica ad una maschera per il viso naturale. Il succo di cetriolo può essere utilizzato imbevendo delle garze o dei fazzolettini in cotone da applicare sugli occhi chiusi per il medesimo lasso di tempo.

cetriolo occhiaie

 

5) Riposo

Se le occhiaie sono dovute a carenza di sonno, l’unico rimedio vero e proprio a cui ricorrere consiste nel cercare di dormire di più, ricordando come, secondo l’Ayurveda, sia importante addormentarsi non più tardi delle 11, poiché e nelle prime ore della notte che il nostro organismo si rigenera e si ricarica di energia, eliminando le scorie e favorendo la nascita di nuove cellule. In caso di insonnia, è possibile ricorrere ad alcuni rimedi naturali per provare ad affrontare il problema.

6) Succo di pomodoro

Un altro rimedio naturale considerato efficace per attenuare i segni delle occhiaie è costituito dal succo di pomodoro, da applicare al di sotto degli occhi con l’aiuto di una garzina in cotone o di un fazzolettino. Il succo di pomodoro può contribuire ad attenuare eventuali gonfiori e a migliorare la tonalità della pelle al di sotto degli occhi.

7) Te’ freddo

Del tè verde o nero freddo, da applicare nelle zone interessate con l’aiuto di una spugnetta per il trucco e da lasciare agire per alcuni minuti, può contribuire ad attenuare la presenza di occhiaie scure, riportando il colore della carnagione al di sotto degli occhi ad una gradevole sfumatura rosea.

8) Rilassamento

La presenza di occhiaie potrebbe essere dovuta, oltre che allo scarso riposo, ad una persistente situazione di stress. Ecco perché sarebbe bene ricorrere almeno una volta al giorno ad alcuni semplici esercizi di rilassamento, come la respirazione profonda.

9) Equilibrio alimentare

Secondo la medicina cinese, le occhiaie potrebbero essere il segno di uno squilibrio energetico a livello dei reni. Ecco che dunque potrebbe essere utile a risolvere il problema assumere alcuni alimenti adatti a riequilibrare la situazione, tra i quali troviamo noci, pistacchi, lamponi, finocchi e semi di aneto.

10) Patate

Un semplice rimedio naturale per attenuare borse e occhiaie è costituito dall’applicazione sulle zone interessate di sottili fettine di patate, la cui applicazione potrà essere considerata come un vero e proprio impacco, in grado di attenuare sia il gonfiore attorno agli occhi, sia i segni scuri dovuti alla stanchezza.

patate occhiaie

Marta Albè http://www.greenme.it

Sale Caldo: rimedio naturale contro dolori cervicali e bronchiti

Sale caldo rimedio

Cercare rimedi naturali per curare i malanni è da sempre una delle pratiche migliori dell’uomo, e quando si fanno sentire c’è un rimedio che non potete assolutamente non conoscere: il sale caldo.

Il sale caldo è uno dei rimedi della nonna, usato da sempre contro i dolori cervicali ma non solo, col sale caldo si possono curare o alleviare: reumatismi, torcicollo, sciatalgie, dolori mestruali, raffreddori, sinusiti, mal di denti, mal d’orecchi, bronchiti e catarro.

Il sale caldo emana un calore costante e duraturo ma soprattutto un calore asciutto che aiuta a togliere l’umidità dalla zona dolorante, con precauzione riguardante esclusivamente un calore eccessivo, si può usare tranquillamente anche sui bambini.

Sale caldo cervicale

Come si prepara il sale caldo

Per prima cosa bisogna acquistare del sale di ottima qualità, integrale, iodato o meglio ancora il sale rosa dell’Himalaya, l’aggiunta di iodio al sale aiuta la tiroide, ma se per caso avete dei problemi prima di utilizzarlo consultate il vostro medico.

Mettete il sale a scaldare n una padella,  il sale sarà pronto quando inizierà a scoppiettare, versatelo in un sacchetto di stoffa che può essere di cotone, lino, canapa o lana; chiudete bene in modo che il sale bollente non possa uscire.

Ora non vi resta che posizionarlo sulla zona dolorante o sul petto in caso di tosse e bronchite.

Il sale caldo lo si può ottenere anche attraverso l’utilizzo del microonde o nel forno a 70° per alcuni minuti, in questo modo potete confezionare dei veri e propri cuscinetti (il sale è assolutamente riutilizzabile più e più volte a questo scopo) che potete anche regalare agli amici, unico accorgimento assicuratevi che le fibre con le quali confezionate il cuscino siano al 100% di cotone altrimenti nel forno o a contatto col sale molto caldo potrebbero bruciarsi, piuttosto se non siete sicuri che il materiale sia cotone, potete utilizzare dei vecchi jeans in modo da riciclarli in maniera utile!

Sale caldo cuscino

Insieme al sale potete anche aggiungere alcune gocce di essenza per aumentarne l’efficacia, menta, timo ed eucalipto sono perfette per bronchiti e catarro, lavanda e rosa per la cervicale, biancospino per il mal di testa.

Il cuscino di sale, inoltre, lo potete anche utilizzare freddo come impacco per ematomi, botte, contusioni, infiammazioni, insomma in tutti quei casi dove il calore non va bene ma serve il freddo.

Unico accorgimento: prima di mettere il cuscino in freezer avvolgetelo in un sacchetto di plastica in modo che non assorba l’acqua e non si bagni.

ATTENZIONE: il sale caldo è sconsigliato in caso di affezione reumatica infiammatoria acuta e gotta in fase acuta.

Valeria Bonora

http://www.eticamente.net

Come curare le mani in modo naturale

 

mani secche e screpolate rimedi della nonna

Mani secche e screpolate: cause e rimedi naturali.

Molti di noi devono sovente aver a che fare con le mani secche e screpolate. Penso soprattutto alle casalinghe che fra un detersivo e l’altro, acqua bollente ed acqua fredda si ritrovano con le mani ricoperte da uno strato di carta vetrata o così secche che si ha il timore di muoverle perchè si ha l’impressione che possano spaccarsi da un momento all’altro. Bruttissima sensazione, la conosco.

I rimedi naturali per le mani secche e screpolate, per fortuna non mancano e si possono fare davvero con poco, in casa propria.

Cause delle mani secche e screpolate

Vediamo prima quali sono le cause delle mani secche e screpolate:

  • detersivi
  • saponi
  • freddo
  • cloro nell’acqua
  • raggi uv
  • smog
  • nicotina

In conseguenza a questi fattori le mani si presentano ruvide, l’epidermide non è più elastica, la pelle appare secca, arrossata, tira, in alcuni casi si formano microlesioni o delle ragadi. Il clima si sa è la causa principale delle screpolature o ragadi, il vento ed il freddo soprattutto, ma attenzione anche al sole perchè i raggi uv favoriscono la formazione di piccole rughe e l’eccessiva esposizione al sole disidrata la pelle. Smog polveri ed inquinamento fanno la loro parte, ma per la maggiore i responsabili sono detersivi e saponi, evidentemente troppo forti ed aggressivi. La nicotina si elimina smettendo di fumare.

Occorre dunque subito correre ai ripari:

  • guanti di gomma contro i detersivi e di pile contro il freddo
  • crema idratante naturale
  • impacchi casalinghi

Se ne avete la possibilità cercate naturalmente di adoperare detersivi naturali, che rispettano la vostra pelle e la natura e naturalmente cosmetici bio che non contengano profumo, parabeni e siliconi.

Rimedi naturali per le mani secche e screpolate

Mani secche e screpolate cause e rimedi naturali fai da tePersonalmente quando ho a che fare con le mani secche e screpolate, faccio un leggerissimo scrub (non se ci sono ragadi) con qualche cucchiaio di bicarbonato, o di sale, e poco succo d’arancia, o di limone (se non ci sono particolari irritazioni). Strofino delicatamente per eliminare le cellule morte, sciacquo con acqua molto fresca e procedo con un piccolo impacco.

Prendo una foglia d’aloe vera, ne estraggo il gel levandole la corteccia e lo impasto con due cucchiai di miele ed un cucchiaino di olio d’oliva, quindi applico sulle mani e ricopro con pellicola trasparente, lascio in posa per mezz’ora almeno. Le varianti di questo piccolo impacco son tantissime. Si può fare una base con il burro di karitè, quindi si possono adoperare l’olio di jojoba e quindi miele e calendula, che è ottima contro le infiammazioni. Niente burro di karitè e niente olio di jojoba? Ok allora cera d’api (circa 5 gr bastano), olio di mandorle (oppure anche olio di ricino che fa molto bene anche alle unghie) e burro di cacao (sempre 5 gr.). Mezz’ora di posa se abbiamo fretta ma direi anche un’ora se possiamo.

Quindi non resta che applicare la crema idratante.

Non dimentichiamoci mai dei rimedi naturali per le mani secche e screpolate offerti dalla natura, come avocado, vitamina C negli agrumi ed il melograno un potentissimo antiage. Un esempio: spalmarsi la crema idratante è un rituale d’obbligo per le nostre mani, ebbene aggiungiamo sempre gocce di limone oppure una goccia di un olio essenziale (limone, geranio, lavanda).

Sono particolarmente indicati per le ragadi i burri vegetali come karitè, cocco, cacao ed avocado miscelati ad oli come: olio di germe di grano, olio di riso, olio di cocco, olio di calendula ed olio d’oliva.

Anche gli infusi sono un’ottima soluzione contro il freddo. Una camomilla forte, tiepida in cui far riposare le mani oppure dell’acqua e alloro, o l’acqua di bollitura del sedano che è ottima contro i geloni e per finire il latte tiepido. E’ bene tenere le mani in questi infusi per almeno 15 minuti.

Portate sempre con voi i tubetti piccoli di crema per le mani (vanno bene anche i campioncini) per avere mani morbide ed idratate ovunque voi siate!

Elena G http://www.trattamentinaturali.com

Come pulire il viso in modo naturale

pulire il viso

Molte persone credono che pulire il viso sia un compito semplice. Quello che non sanno è se il viso è stato accuratamente pulito dopo ogni lavaggio.

Per pulire il viso in modo ottimale, è possibile avvalersi di un movimento particolare capace di stimolare il sistema linfatico:

il movimento corretto per il lavaggio del viso consiste in una sorta di massaggio che parte dalla fronte, poi va al naso, sulle gote, per poi arrivare a mento e collo.

Così come il movimento, per pulire il viso accuratamente bisognerà prestare attenzione al detergente da impiegare e scegliere quello giusto per il proprio tipo di pelle.

E’ molto importante pulire il viso con detergenti adatti al proprio tipo di pelle, sul mercato esistono detergenti “oil free” che non ostruiscono i pori e che non provocano l’acne. Meglio prediligere un detergente naturale con principi attivi quali oli essenziali, acido glicolico, alfa idrossiacidi, solfato di sodio, elastina, collagene, glicerina, sali minerali, vitamine e acido salicilico.

Come pulire il viso

  1. Le mani
    La prima cosa da fare, prima di pulire il viso, è lavare le mani. Le mani accumulano molte impurità, per evitare che queste vadano a contaminare il nostro viso, sarà necessario lavarle a fondo, anche tra un dito e l’altro.
  2. Legare i capelli
    I capelli andrebbero legati ancor prima di lavare le mani; meglio usare un fermaglio frontale se i capelli non sono abbastanza lunghi da essere raccolti. Questo per evitare che si bagnino e che lascino residui colare su fronte e viso.
  3. Il make up
    Il make up va rimosso con uno struccante delicato e adatto al proprio tipo di pelle.
  4. Inumidire il visoCon dell’acqua tiepida bisognerà inumidire il viso per prepararlo al detergente.
  5. Applicare il detergente
    Applicare una piccola quantità di detergente sulle mani e utilizzando la punta delle dita, strofinate delicatamente il viso rispettando l’ordine già citato in precedenza: fronte, naso, guance, mento e collo. Il movimento deve essere circolare, un delicato massaggio che vi porterà via qualche minuto. Il detergente non deve essere rimosso immediatamente ma solo al termine del massaggio facciale.
  6. Sciacquare il viso
    Rimuovere il detergente con abbondante acqua fredda.
  7. Asciugare il viso
    Asciugare il viso con un panno asciutto e pulito.
  8. Idratare la pelle
    Applicare un po’ di crema idratante adatta al proprio tipo di pelle.

Pulire il viso, altri consigli

  • E’ necessario pulire il viso almeno due volte al giorno.
  • Le saponette classiche seccano la pelle, meglio evitarle.
  • Evitare l’impiego di detergenti troppo aggressivi, contenenti alcool o derivati dal petrolio.

 

Pubblicato da Anna De Simone

http://www.ideegreen.it

L’acqua che fa bene: otto buone ragioni per una corretta idratazione

Bere in quantità adeguate vuol dire garantire salute al corpo. Ma anche riconquistare la linea. Con le temperature che si raggiungono in queste giornate diventa ancora più importante assumere la giusta quantità di liquidi per mantenere idratato il nostro corpo. Quando abbiamo lo stimolo della sete siamo già disidratati: basti pensare che con una disidratazione del 2% l’organismo non è più in grado di regolare la sua temperatura corporea.
I bambini e gli anziani sono i più a rischio, perché lo stimolo della sete non è ancora ben sviluppato nei primi e si attenua con l’età nei secondi. L’organismo non possiede riserve d’acqua e per questo è necessario rifornire il nostro corpo bevendo tanto e mangiando cibi come frutta e verdura, che contengono una notevole quantità di acqua. Ecco cos’altro possiamo fare per migliorare la nostra salute semplicemente bevendo acqua nel modo corretto.

Iniziamo con il dire che è indispensabile avere con sé una bottiglietta d’acqua durante l’attività fisica o nella stagione calda, per integrare i liquidi persi durante l’attività fisica. Per quanto riguarda la ritenzione idrica che è l’anticamera dell’ingrassamento, non significa avere “troppa” acqua nel corpo, ma soffrire di uno squilibrio nella sua distribuzione. Spesso le persone che ne soffrono non bevono a sufficienza. Per questo per “asciugare” i ristagni occorre bere spesso e di più: l’acqua ripulisce i tessuti drenando le tossine, diluendo gli eccessi di sale che innescano la ritenzione idrica, combattendo la stipsi.

Vantaggi
• Perdi peso in fretta.
• Acceleri il metabolismo.
• Riduci la cellulite e la ritenzione idrica.
• Migliori idratazione e ossigenazione dei tessuti, dunque ne aumenti il tono e l’elasticità.
• Riduci il gonfiore.

Cosa fa l’acqua nel nostro organismo
• Elimina i ristagni: una maggiore idratazione facilita l’eliminazione delle scorie che gonfiano i tessuti, contrastando la ritenzione.
• Stimola l’intestino: migliora lo svuotamento intestinale, con un effetto rimodellante e anti gonfiore
• Riduce grasso e fame: il nostro organismo una volta depurato e idratato dall’acqua, fa meno fatica a smaltire i depositi di grasso e accelera i processi di dimagrimento, inoltre bevendo di più fuori pasto, si riempie lo stomaco e si previene la fame nervosa.

Quanto bere:
La bottiglia da due litri è la dose giusta per un adulto. A questo quantitativo vanno aggiunti i liquidi forniti al corpo da frutta e verdura, per un totale di 3 litri al giorno.
Quando bere:
Mentre mangi puoi bere due bicchieri di acqua: non di più altrimenti digerisci male, e non di meno perché il cibo per essere digerito ha bisogno di essere ammorbidito.
Naturale o gassata:
Non è vero che l’acqua gassata gonfia: il gas esercita una pressione che accelera lo svuotamento dello stomaco e il transito del cibo nell’intestino.
Quale acqua scegliere:
Cambiare spesso l’acqua che bevi è il metodo migliore, e va bene anche l’acqua del rubinetto: si alternano i minerali contenuti nelle acque e ci si mette al riparo da accumuli e da carenze. Non è vero che esistono acque dimagranti o ingrassanti.

Altri 8 motivi fondamentali per bere acqua

Salute del cuore
Bere una buona quantità di acqua può diminuire il rischio di un attacco di cuore. Uno studio di 6 anni pubblicato nel maggio del 2002 dall’American Journal of Epidemiology ha dimostrato che coloro che bevono più di 5 bicchieri di acqua al giorno hanno il 41% di probabilità di meno di subire un infarto di coloro che bevono meno di 2 bicchieri di acqua al giorno.

Energie
La disidratazione, anche solo dell’ 1-2% del peso corporeo, fa diminuire le forze e fa sentire molta stanchezza. Se senti sete sei già disidratato e questo può dare fatica, stanchezza muscolare, vertigini e altri sintomi.

Cura del mal di testa
Un altro sintomo della disidratazione è la cefalea, infatti spesso questo sintomo è legato semplicemente ad un diminuito introito di acqua. Chiaramente le cause possono essere tantissime ma la disidratazione è una causa abbastanza comune.

Pelle sana
Bere acqua può ripulire la pelle, e molte persone dichiarano un colorito salutare dopo l’assunzione di acqua.
Questo chiaramente non accadrà in una notte, ma anche dopo una sola settimana di assunzione di una buona quantità di acqua si potranno vedere degli effetti benefici sulla pelle.

Problemi digestivi
Il nostro sistema digerente ha bisogno di una buona quantità di acqua per digerire in maniera corretta. Spesso l’acqua può aiutare problemi di acidità di stomaco, e l’acqua insieme alle fibre può curare la stitichezza.

Pulizia del corpo
L’acqua è usata dal corpo per eliminare le tossine e i prodotti tossici.

Rischio di tumori
Bere una buona quantità di acqua è stata correlato ad una diminuzione del 45% del rischio di cancro al colon. Bere molta acqua può anche diminuire il rischio di cancro alla vescica e al seno.

Migliora il rendimento sportivo
La disidratazione è il principale nemico di una buona attività sportiva, è quindi fondamentale idratarsi bene prima, durante e dopo una sessione di esercizi.

Ora probabilmente vi saranno più chiari i motivi per bere e probabilmente vi potrà essere utile qualche consiglio per formare l’abitudine. Prima di tutto è fondamentale portare sempre con sé una bottiglia di acqua da mezzo litro sempre piena. Un altro importante trucchetto è quello di bere acqua frizzante al posto degli alcolici quando uscite la sera.


Silvia Trevaini

http://obiettivobenessere.tgcom24.it

Linee guida per una sana alimentazione

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Linee guida per una sana alimentazione

Linee guida per una sana alimentazione, premessa

Gli alimenti di cui decidiamo di nutrirci vanno a costituire non solo il nostro corpo, ma anche il nostro mondo emotivo, è quindi importante seguire il più possibile le linee guida per una sana alimentazione.

Scegliere un certo cibo, decidere di farlo diventare parte integrante di noi, prepararlo e gustarlo sono tappe fondamentali per allenare quella consapevolezza di sè indispensabile al raggiungimento e mantenimento di un ben-Essere fisico che, inesorabilmente, comporterà un beneficio anche dal punto di vista emotivo.

Suddividere i cibi nelle categorie “proibito” e “ permesso” e nutrirsi solamente in base al “bollino verde”(=cibo permesso),alla lunga potrebbe portare ad un senso di insoddisfazione che, indipendentemente dall’aver raggiunto l’agognato peso forma, non favorirà certo il sorriso e la serenità.

I regimi alimentari suggeriti dal naturopata vogliono essere indicazione, un aiuto per conoscere sapori nuovi e nuove modalità di nutrimento, nonchè uno schema base su cui l’individuo può costruirsi dei suoi propri regimi alimentari, al fine di prendersi cura di sè.

Le combinazioni alimentari salutari nelle linee guida per una sana alimentazione

Le verdure crude vanno consumate all’inizio dei pasti ed è preferibile siano costituite da:

  • verdure di stagione * , che includano un tipo di radice (carota, sedano rapa…) e un tipo di foglia o gambo (lattughe, cicorie, cavoli..).
  • Per il condimento è preferibile utilizzare sale rosa dell’himalaya (ricco di oligoelementi ) o un mix alle erbe, ed alternare l’olio extravergine d’oliva all’olio di riso.

Le verdure crude consumate ad inizio pasto donano all’organismo un bel rifornimento di enzimi, aiutando a sentirsi già in parte sazi (favorendo il minor bisogno di molto cibo durante il pasto); inoltre si sposano bene con ogni tipo di alimento, favorendo la buona digestione sia delle proteine (carne, pesce, leguminose), sia dei carboidrati (cereali), sia dei lipidi.

La frutta è preferibile utilizzarla come spuntino di metà mattina e metà pomeriggio; è sempre preferibile consumare quella di stagione*.

La frutta è ricca d’acqua e di zuccheri (fruttosio) , di pronto utilizzo , che garantiscono una fonte d’energia subito disponibile; affinchè ciò avvenga, va assunta sempre fuori pasto, per evitare che la sua soluzione zuccherina inneschi fermentazioni con i residui del pasto appena terminato.

Linee guida per una sana alimentazione: i cereali e leguminose

  • Si tratta di un’ottima combinazione dal punto di vista nutrizionale, poichè fornisce la gamma completa di amminoacidi essenziali, quindi di proteine nobili, senza apporto di colesterolo.
  • Variare cereali , provando orzo , miglio, farro, con I quali si possono preparare insalate aggiungendo wurstel di pollo, peperoni, olive, ma anche caldi minestroni d’inverno.
  • Alcuni esempi: pasta e lenticchie, riso e piselli, polenta e fagioli, farro e ceci, che possono essere insaporiti con erbe aromatiche per favorirne la digeribilità. Fondamentale, nella preparazione del piatto, è limitare i condimenti.

Cereali e latticini

  • Si tratta di una discreta combinazione   dal punto di vista nutrizionale, a patto che I latticini non vengano sottoposti a calore inteso e prolungato.
  • Limitare il consumo di bevande ai pasti ; è  meglio preferire  acqua fuori pasto, sostituibile con tè verde o tisane (da addolcire con un pò di miele d’acacia  o di tiglio).

Lo schema base delle Linee guida per una sana alimentazione

Colazione: 1 yogurt, qualche galletta di mais/riso, un frutto di stagione
Spuntino: qualche frutto oleoso (noci, mandorle…) un the o una tisana
Pranzo: verdura cruda, cereali (pasta, farro…)
Spuntino: un frutto di stagione, o qualche galletta col miele
Cena: verdura cruda, proteine (ad esempio uova)

Invertire, dopo una settimana, l’ordine, ovverosia:

Colazione: un frutto di stagione, qualche galletta con un pò di miele
Spuntino: 1 yogurt e qualche seme oleoso
Pranzo: verdura cruda, proteine
Spuntino: una tisana e un frutto di stagione
Cena: verdura cruda, cereali

Le verdure cotte, (da cuocere a vapore), possono, a piacere, essere inserite due /tre volte a settimana.
Il the e le tisane vanno assunte LONTANO dai medicinali (almeno due ore); in ogni caso, se si assumono farmaci, è bene chiedere consiglio ad un naturopata esperto, poichè alcuni cibi possono interferirecon l’assorbimento dei principi attivi del farmaco stesso.

  •  * Verdure autunnali ed invernali : barbabietole, broccoli, carciofi, cardi, carote, catalogna, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, cavolo cappuccio, cavolo cinese, cavolo viola(o nero), cavolo verza, cime di rapa, finocchio, indivia belga, indivia riccia, lattuga cappuccio, lattuga da taglio, patate, patate dolci (batate), porri, radicchio, rape,scarola, sedano rapa, topinambur, zucca.
  • *Frutta autunnale ed invernale:arancia, kiwi, uva, alchechengi, cachi, castagne, cedri, polpelmo, mandarini

Un’ultima indicazione sulle linee guida per una sana alimentazione

Annotarsi le emozioni provate gustando i vari cibi, mettendole per iscritto:
offriranno una “mappa di relazione” tra cibo e ciò che per l’individuo rappresenta, permettendo di decidere, con l’allenamento quotidiano, di cosa vuole ci si vuole nutrire e di cosa no.

Nutrirsi è una necessità

di cosa nutrirsi
come nutrirsi
quando nutrirsi
sono scelte e, in quanto tali,
portano all’autonomia ed all’indipendenza.

naturopata Isabella Dal Pont, Naturopata

http://www.naturopataonline.org

Come mangiare? Linee guida per una sana alimentazione: 15 consigli del naturopata

food

Ai fini del nostro benessere psicofisico non è importante solo cosa si mangia, ma anche come si mangia e come si preparano i cibi. Ecco 15 preziosi consigli da ricordare ogni giorno.

Linee guida per uno stile alimentare corretto

1.Consumare i pasti in ambiente tranquillo e assumere un atteggiamento positivo verso il cibo: mangiare con calma e in condizioni di relax favorisce la digestione. Ne consegue il prossimo consiglio.

2.Non mangiare di fretta ne quando si è tesi. Se si è turbati o si ha avuto una discussione con qualcuno, il corpo non è predisposto a digerire adeguatamente il cibo. Teniamo presente che non ci si nutre di solo cibo dal punto di vista chimico, ma di tutto ciò che i sensi ci percepiscono e trasmettono.

3.Dedicare attenzione all’atto del mangiare: mentre mangiamo possibilmente non facciamo altre cose come leggere, o guardare la televisione, e manteniamo l’attenzione sul cibo.

4.Mangiare quando si ha fame. Ascoltare il proprio corpo e non mangiare per abitudine o per gratificarsi.

5.Masticare bene e lentamente (soprattutto i cereali e gli amidi). Ciò consente di assaporare realmente ogni boccone, di sentire la consistenza e il sapore del cibo. Il processo digestivo inizia da quando la saliva entra a contatto con il cibo.

6.Nè troppo caldo nè troppo freddo: la temperatura di cibi e bevande che introduciamo nel corpo influisce sui vari organi, primo su tutti la milza. Le bevande ghiacciate indeboliscono gli organi, i cibi bollenti scotenno il palato, nuocciono alla membrana della bocca, danneggiano le pareti dello stomaco e alterano le cellule preposte al gusto. Cibi e bevande vanno consumati tiepidi o a temperatura ambiente.

7.Variare spesso e ampliare il numero di cibi: non mangiare gli stessi cibi tutti i giorni consentirà da una parte di evitare rischi di intolleranze o allergie, dall’altra di introdurre nel corpo un’ampia gamma di nutrienti diversi.

8.Ascoltare il proprio corpo: mangiare i cibi di cui si ha voglia (purché freschi e di stagione).

9.Non bere durante il pasto se non piccole quantità di liquidi: se si bevono troppi liquidi durante i pasti gli enzimi digestivi si diluiranno e la digestione sarà più difficile. Meglio bere fino a 30 minuti prima dei pasti, o dopo i pasti, ed evitare, oppure ridurre al minimo l’assunzione dei liquidi durante i pasti.

10.Mangiare solo dopo aver completamente digerito il pasto precedente.

11.Fare un’abbondante colazione: il mattino fino alle 9 è il momento della giornata in cui le energie dello stomaco sono al massimo e si verifica un’impennata dei succhi contenenti gli enzimi digestivi. Saltare la prima colazione ha molte controindicazioni e tra queste anche il rischio di indebolire lo stomaco e la funzione digerente. Purchè la colazione sia fatta con cibi sani e sostanziosi. Ad esempio consiglio un latte vegetale con muesli e qualche mandorla e qualche seme di zucca, oppure un caffè d’orzo, con una fetta di pane integrale con marmellata, possibilmente preceduti da un frutto.

12.Fare un spuntino a metà mattino ed uno a metà pomeriggio con un frutto o della frutta secca.

13.Cena leggera. Evitare carboidrati a cena perché l’energia fornita dagli zuccheri durante la notte non potrà essere consumata e si trasformerà in adipe. Attendere almeno due ore prima di andare a dormire.

14.Non cuocere troppo i cibi. Ogni manipolazione cui è sottoposto un alimento naturale ne modifica le associazioni molecolari e ne diminuisce l’efficacia energetica. E’ soprattutto quando è crudo che il vegetale trasmette al corpo umano o animale tutte le sue proprietà. Sarà dunque opportuno limitare all’indispensabile la cottura, orientandosi in pari tempo verso i sistemi di cottura che modificano il meno possibile l’alimento per preservarne al massimo le caratteristiche.

15.Attenzione ai metodi di cottura. Cuocere i cibi nel minor quantitativo di acqua possibile (salvo nel caso di zuppe e minestre), o addirittura senz’acqua, mettendo sul fondo della pentola dei vegetali molto ricchi di acqua (insalata, cipolle, zucca, pomodori) e un po’ d’olio (preferibilmente d’oliva extravergine biologico spremuto a freddo).  Si può ricorrere anche alla cottura a vapore ma in tal caso va tenuto presente che il vapore, passando attraverso gli alimenti asporta alcune sostanze utili (sali minerali) che pertanto finiscono nell’acqua di cottura a meno che questa non sia utilizzata. La durata della cottura varia a seconda del genere degli alimenti ma in ogni caso occorre aggiungere gli aromi e il sale a fine cottura. Evitare pentole in alluminio (questo metallo infatti libera sempre sali di alluminio il cui effetto sull’organismo non è salutare) e dare la preferenza all’acciaio inossidabile o a quelle rivestite in ceramica.

Claudio Monteverdi

http://www.naturopataonline.org

Mangiare aglio e cipolla crudi aiuta contro i tumori

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Che l’aglio presenti innumerevoli proprietà è risaputo: un po’ meno, invece, si sa a proposito degli altri componenti della famiglia delle Liliaceae, come ad esempio cipolle, porri e scalogni. Ebbene, anche queste particolari piante presentano numerose proprietà: oltre ad essere anticancerogene, diuretiche e cicatrizzanti, sono anche in grado di diminuire notevolmente lo spessore delle cicatrici provocate dalle smagliature, contribuiscono a contenere la glicemia e i livelli di colesterolo e trigliceridi e aiutano a prevenire l’aterosclerosi e le malattie cardiache

PROPRIETÀ ANTICANCEROGENE
Ebbene, su queste particolari proprietà i ricercatori del National Cancer Institute di Bethesda (Maryland, USA) hanno tentato di “fare il punto”, scoprendo come il consumo di aglio e cipolla sia associato a un ridotto rischio di tumori (in particolare del tratto gastrointestinale). I composti organici solforati (alcuni dei quali danno origine al tipico odore e sapore di aglio e cipolla), infatti, inibirebbero la formazione di sostanze cancerogene che si possono formare negli alimenti e rimuoverebbero enzimi o metaboliti implicati nei meccanismi di cancerogenesi.

ASSUMERLI CRUDI?
Maria Parpinel, ricercatore a Scienze Mediche e Biologiche dell’Università di Udine, ha spiegato in proposito: “I dati disponibili supportano l’azione antitumorale di aglio e cipolla ma restano però vari punti da chiarire, in particolare sulle quantità da consumare“. Bisognerebbe mangiare aglio e cipolla crudi, dunque? “Stabilirlo non è facile – ha concluso l’esperta – anche per la grande variabilità del contenuto dei composti organici solforati, che dipende da molti fattori: varietà, maturazione e ancorpiù dalle trasformazioni cui vanno incontro aglio e cipolla. Inoltre, è solamente con la triturazione e la masticazione che si attiva l’enzima che li rende disponibili all’assorbimento. Ma altre trasformazioni possono, al contrario, ridurne anche sensibilmente la quantità, come avviene con la cottura prolungata”.

 

Le verdure grigliate sono ricche di sostanze antiossidanti

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Le verdure grigliate, in particolare d’estate, rappresentano un contorno leggero, salutare e molto saporito: la grigliatura, infatti, è in grado di preservarne il gusto ed esaltarne sapore e bontà. Non solo: due recenti studi hanno anche confermato come le verdure grigliate rappresentino un’ottima fonte di sostanze protettive antiossidanti, anche dopo la cottura alla griglia… E allora, via a melanzane, zucchine, funghi, peperoni, cipolle, radicchio, e pomodori!

ANTIOSSIDANTI, INVARIATI O ADDIRITTURA AUMENTATI
Il primo studio è stato condotto da ricercatori spagnoli e pubblicato sul Journal of Food Science ed ha evidenziato come l’attività antiossidante dei vegetali non subiscaperdite significative” nonostante la cottura alla griglia, sebbene ci fossero alcune variazioni da ortaggio ad ortaggio. In alcuni casi, addirittura, i ricercatori hanno rilevato che le sostanze protettive antiossidanti fossero aumentate dopo la cottura.

 

LE SOSTENZE ANTIOSSIDANTI NELLE MELANZANE
Il secondo studio, condotto da ricercatori italiani e successivamente pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, ha invece confrontato il contenuto di antiossidanti e l’attività antiossidante di melanzane crude e grigliate. Questi ortaggi contengono difatti un’ampia varietà di sostanze protettive, primi fra tutti i polifenoli, ai quali vengono attribuiti diversi effetti benefici, come ad esempio proprietà epatoprotettive, antitumorali, anti-infiammatorie e di riduzione della concentrazione di lipidi nel sangue. “È quindi importante capire che cosa succede a queste sostanze quando le melanzane vengono cotte” ha affermato Roberto Lo Scalzo, ricercatore del Consiglio per la ricerca e l’analisi dell’economia agraria: “Nel nostro studio abbiamo osservato che, nelle melanzane, la grigliatura non solo non comporta perdite del contenuto di polifenoli e della capacità antiossidante, ma addirittura li aumenta”.

GRIGLIA, ATTENZIONE A COSA SI CUOCE
Questo particolare tipo di cottura, però, può comportare alcuni rischi: a questo proposito l’American Institute for Cancer Research ha ricordato come ciò che conti davvero quando si tratta di cottura alla griglia è quali alimenti si vadano a cuocere. Ad esempio, l’esposizione della carne alla fiamma diretta, al fumo o al calore intenso può portare alla formazione di composti cancerogeni. Un caso che sembrerebbe però non riguardare le verdure, come conferma anche Carlo La Vecchia, docente di epidemiologia all’Università di Milano: “Uno dei motivi è la ricchezza di acqua delle verdure, la quale fa sì che, anche se grigliate, non raggiungano temperature così elevate da portare alla formazione di composti tossici o cancerogeni a livelli tali da comportare rischi alla nostra salute. Occorre soltanto evitare di carbonizzarle“.

 

Il peperoncino migliora la salute del fegato

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Il peperoncino migliora la salute del nostro fegato: la capsaicina, un alcaloide presente all’interno del peperoncino (lo stesso che gli conferisce il particolare sapore piccante), se consumata quotidianamente, riesce a ridurre l’attivazione delle cellule stellate epatiche, ovvero quelle cellule coinvolte nello sviluppo di patologie del fegato, in particolare nella fibrosi epatica, ovvero la formazione di tessuto cicatriziale in risposta ad un danno epatico. È quanto emerso da uno studio presentato a Vienna nel corso dell’International Liver Congress 2015…

 

LO STUDIO: CAPSAICINA E FIBROSI EPATICA
Lo studio è stato condotto su due gruppi di topi: il primo gruppo ha assunto la capsaicina insieme al cibo abituale. Successivamente, i topi sono stati sottoposti per tre giorni alla “legatura del dotto biliare principale“, così da simulare un accumulo di bile ed un conseguente aumento del rischio di sviluppare la fibrosi epatica. I topi del secondo gruppo, invece, hanno assunto la capsaicina quotidianamente, prima e durante l’esposizione cronica al tetracloruro di carbonio, un composto inorganico epatotossico.

LA CAPSAICINA MIGLIORA E PREVIENE I DANNI AL FEGATO
Dalle ricerche è emerso come, nei topi del primo gruppo, la capsaicina fosse stata in grado di migliorare (sebbene parzialmente) i danni al fegato causati dalla legatura del dotto biliare, inibendo un’ulteriore progressione delle lesioni. Nei topi del secondo gruppo, invece, la capsaicina è stata in grado di prevenire lo sviluppo della fibrosi epatica dovuto all’esposizione al tetracloruro di carbonio (ma non ha però ridotto i livelli di fibrosi una volta che la malattia si era già sviluppata).

Ci sono donne… E poi ci sono le Donne Donne…

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E quelle non devi provare a capirle,
perchè sarebbe una battaglia persa in partenza.
Le devi prendere e basta.
Devi prenderle e baciarle, e non devi dare loro il tempo di pensare.
Devi spazzare via con un abbraccio
che toglie il fiato, quelle paure che ti sapranno confidare una volta sola, una soltanto.
a bassa, bassissima voce. Perchè si vergognano delle proprie debolezze e, dopo
averle raccontate si tormentano – in una agonia
lenta e silenziosa – al pensiero che, scoprendo il fianco, e mostrandosi umane e fragili e
bisognose per un piccolo fottutissimo attimo,
vedranno le tue spalle voltarsi ed i tuoi passi
allontanarsi.
Perciò prendile e amale. Amale vestite, che a
spogliarsi son brave tutte.
Amale indifese e senza trucco, perchè non sai
quanto gli occhi di una donna possono trovare
scudo dietro un velo di mascara.
Amale addormentate, un po’ ammaccate quando il sonno le stropiccia.
Amale sapendo che non ne hanno bisogno: sanno bastare a se stesse.
Ma appunto per questo, sapranno amare te come nessuna prima di loro.

Acqua di Cocco e Salute

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Acqua di Cocco: Generalità

L’acqua di cocco è il succo presente nella cavità interna (endosperma) delle noci di cocco verdi, sane e non danneggiate.

Le noci di cocco raggiungono il contenuto massimo di acqua (fino ad un litro) intorno ai 7 mesi di vita.

Le palme da cocco prosperano negli ambienti tropicali e nelle fasce costiere.

Un albero di cocco è in grado di produrre diverse centinaia di noci ogni stagione. Naturalmente, il gusto della polpa e dell’acqua che queste contengono mostrano notevoli variazioni in base alla cultivar, al contenuto salino del suolo, alla distanza dalla riva del mare, al clima ecc.
L’acqua di cocco è una delle bevande più rinfrescanti conosciute in natura (quindi non prodotte dall’uomo).

Viene ampiamente consumata in tutta la fascia tropicale, grazie alle sue proprietà dissetanti conferitegli dal notevole contenuto in potassio.

Cenni di Composizione Chimica

100ml di acqua di cocco forniscono 15-20kcal/100g ed il residuo secco raggiunge a malapena il 10% delle RDA (valore medio).

In particolare – a dispetto di quanto dichiarato dalle aziende che commercializzano l’acqua di cocco in barattolo – l’apporto di minerali (sodio, potassio, magnesio, calcio) e di vitamine (gruppo B e la C), in una porzione da 100ml, non è particolarmente significativo.
L’acqua di cocco è chiara e dolce, sterile e composta da alcune sostanze chimiche, quali: zuccheri, vitamine, minerali, elettroliti, enzimi, aminoacidi, citochine e fito-ormoni, tutte presenti in concentrazioni piuttosto esigue.

Per maggiori informazioni sulle caratteristiche nutrizionali dell’acqua di cocco, leggere l’articolo: Acqua di Cocco e Nutrizione.

Rispetto a quelle verdi, ricche di liquido, le noci di cocco mature contengono molta meno acqua ed un endosperma più spesso; quest’ultimo è la porzione edule del frutto, ricca di lipidi.
Ipotetici Benefici per la Salute

L’acqua di cocco è una bevanda molto rinfrescante e dissetante.

Il liquido contiene zuccheri semplici e minerali, utili per compensare un’eventuale condizione di disidratazione del corpo umano.

Analizziamo ora più nel dettaglio le varie proprietà salutistiche (ipotetiche o conclamate) dell’acqua di cocco; in particolare, soffermiamoci sulla sua capacità di reidratazione.

In molte regioni tropicali, l’acqua di cocco viene somministrata ai pazienti affetti da dissenteria, come sostituto delle soluzioni reidratanti. Infatti, l’osmolarità dell’acqua di cocco è solo leggermente superiore a quella consigliata dalla “WHO Recommended ORS”, per la terapia di reidratazione orale (Oral Rehydration Therapy); questa caratteristica è conferita (probabilmente) dalla presenza non eccessiva di vari costituenti biologici, come: aminoacidi, enzimi, minerali e acidi grassi. A differenza della WHO-ORS, l’acqua di cocco presenta un modesto contenuto di sodio e cloruri, ma è più ricca di zuccheri ed aminoacidi.
L’acqua di cocco contiene una buona quantità di potassio, circa 250mg/100ml (contro i 105mg/ml di sodio). Questo minerale, che è tra gli elettroliti maggiormente dispersi con le feci in caso di dissenteria – ma anche nel sudore in caso di sport intenso o termoregolazione – può essere reintegrato assumendo regolarmente (ma non in maniera esclusiva) dell’acqua di cocco al posto dell’acqua comune. In tal senso, anche la modesta concentrazione degli altri minerali (calcio, ferro, manganese, magnesio, zinco) e di certe vitamine del gruppo B (riboflavina, niacina, tiamina, piridossina e folati), concorre a rendere l’acqua di cocco un prodotto ipoteticamente utile per la reidratazione e la ricostituzione dei soggetti deboli.
L’acqua di cocco fresca (non quella in barattolo) contiene anche una piccola quantità di vitamina C (acido ascorbico), ovvero circa 2,4mg/100ml (4% del RDA). Com’è ben noto, la vitamina C è un antiossidante idrosolubile, che tuttavia si può trovare in quantità superiori in molti altri alimenti.
Alcuni sostengono che le citochine (chinetina, trans-zeatina ecc.), presenti nell’acqua di cocco, possano esercitare un effetto anti-invecchiamento, anti-cancerogeno e anti-trombotico. Tuttavia, se le funzioni di certe citochine sono abbastanza note, l’effetto dell’acqua di cocco non è stato ampiamente dimostrato.
L’acqua di cocco è composta da molti enzimi bioattivi e naturali, come la fosfatasi acida, la catalasi, la deidrogenasi, la diastasi, la perossidasi, la RNA-polimerasi ecc. Questi potrebbero costituire un valido aiuto nella digestione.

Usi Medicinali dell’Acqua di Cocco

L’acqua di cocco è stata, seppur raramente, utilizzata come fluido destinato alla reidratazione endovenosa quando le miscele idrosaline di uso medico non erano disponibili.
La composizione dell’acqua di cocco è vagamente simile a quella del plasma sanguigno umano. Durante la seconda guerra mondiale, quando le disponibilità mediche erano estremamente limitate, molti feriti di origine giapponese e inglese furono iniettati con dell’acqua di cocco; il numero dei sopravvissuti non è noto.
Ovviamente, questa tecnica di reidratazione venne utilizzata soltanto per situazioni di emergenza a breve termine, in località remote in cui il plasma non è quasi mai disponibile.
Anche se ad oggi, dal punto di vista medico, è assolutamente sconsigliabile rimpiazzare le soluzioni saline con acqua di cocco, durante il regime dei “Khmer Rouge”, in Cambogia (1975-1979), era una pratica comune. D’altro canto, il “Documentation Center of Cambodia” definisce il consenso agli infermieri addestrati nella somministrazione dell’acqua di cocco verde “un crimine contro l’umanità”.
Nella medicina popolare, l’acqua di cocco veniva utilizzata come trattamento contro la diarrea.
Troppa Acqua di Cocco Fa Male?

Alcune fonti aneddotiche descrivono l’utilizzo arcaico dell’acqua di cocco finalizzato al senicidio degli anziani in India, ovvero una procedura nota come “thalaikoothal”. Questa usanza prevedeva la somministrazione di una quantità eccessiva di acqua di cocco alle vittime che, dopo l’innalzamento della febbre, giungevano alla morte.
Le cause di questa reazione non sono ben determinate. Un’ipotesi abbastanza attendibile è quella dell’eccesso di potassio nel sangue (iperkaliemia) che, inducendo l’insufficienza renale acuta, determina aritmia cardiaca, perdita di coscienza e infine morte. In un soggetto giovane è raro che si possa verificare un’evenienza simile, poiché i reni sono generalmente capaci di filtrare alte concentrazioni di potassio. Per dei reni già compromessi, invece, è possibile che la reazione sia differente.
L’unico caso di iperkaliemia e perdita di coscienza noto ed avvenuto in seguito al consumo di vari litri di acqua di cocco, ha messo in evidenza l’associazione di quest’ultimo alimento ad un integratore alimentare per lo sport.
L’acqua di cocco è una bevanda universalmente riconosciuta come “sicura”. A porzioni normali (250-350ml) non si conoscono reazioni avverse di qualunque genere, pertanto non esiste alcuna notifica di tipo negativo. Essendo sterile (se estratta da una noce di cocco sana), è considerata sicura anche in gravidanza, in allattamento, per i bambini (dopo il divezzamento) e in condizioni patologiche previo consenso medico.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/acqua-di-cocco-salute.html

Bellezza della pelle: eliminiamo gli zuccheri

Mandatory Credit: Photo by Food and Drink/REX Shutterstock (2142688a) White sugar cubes Food and Drink

I dolci sono da sempre una tentazione per i più golosi, soprattutto per i bambini. Tanti di noi tuttavia anche da adulti continuano ad esagerare di tanto in tanto. Secondo le linee guida, l’apporto di zuccheri giornaliero non dovrebbe superare i 30g, in modo da non compromettere la salute dei denti e della pelle, e allo stesso tempo aiutarci a mantenere la linea.

«Controllare il consumo di zuccheri deve essere una priorità nel nostro regime di bellezza, perché a risentirne è l’elasticità della pelle. L’azione degli zuccheri inoltre avviene molto velocemente», ha spiegato a Cover Media la nutrizionista Hala El-Shafie, direttrice della Nutrition Rocks.

«In particolare, una cattiva alimentazione combinata con un eccessivo apporto di zuccheri e carboidrati raffinati può danneggiare la pelle attraverso un processo chiamato glicazione, che ne accelera l’invecchiamento».

Gli zuccheri sono nemici delle proteine fondamentali del tessuto connettivo, tra cui il collagene e l’elastina, responsabili del nostro aspetto fresco e tonico. Secondo la make-up artist Denise Rabor, fondatrice di WOW Beauty, le rughe non sono le uniche minacce per la nostra pelle: impurità come brufoli e punti neri sono spesso causate da un consumo eccessivo di zuccheri, così come problemi di irritazioni, disidratazione e pelle secca.

Oltre ai dolci, anche l’alcol e i carboidrati che provengono dalle farine bianche contribuiscono a sviluppare questi inestetismi.

«Controllate sempre gli ingredienti di ciò che mangiate, perché spesso e volentieri contengono zuccheri “nascosti”. Soprattutto i cibi pronti, quelli preconfezionati, sono particolarmente carichi di zuccheri», ha continuato l’esperta.

«Evitate questi alimenti e vi renderete subito conto della differenza, anche in termini di peso. Optate piuttosto per carboidrati complessi come quelli del riso integrale e delle verdure. Fagioli, noci, grassi “buoni” come quelli contenuti nell’avocado, le fibre dei broccoli e del cavolfiore, e gli antiossidanti dei frutti di bosco ci aiutano a mantenere un aspetto giovane e luminoso».

Cover Media

Comunque andrà tra noi, ora promettimi una cosa:

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che rifaremo l’amore.
Anche se ci lasceremo, anche dopo mesi, o dopo anni, anche se vivremo di altri amori: ogni tanto noi rifaremo l’amore.
E sarà come quel giorno, ubriaca di primavera, quando avremmo dovuto restare solo amici, ma poi, per caso, ci siamo incontrati. Ed eravamo ancora noi. Semplicemente, di nuovo. Per caso. O forse, per destino.
E sarà come quel gelido giorno d’inverno quando, in mezzo a tanta gente, mi sentivo troppo sola e, senza pensarci, ho chiamato te. Quel giorno in cui, nonostante sapessimo entrambi che non saresti potuto restare, hai fatto di tutto per esserci. E in quegl’istanti – minuti, ore, o forse un secolo – ci sei stato davvero.
Sarà così. Disperato, come un addio.
Sarà così. Intenso, come un nuovo inizio.
Promettimi che, se non riusciremo ad amarci da vicino, non sapremo ignorarci da lontano. E ogni tanto ci stancheremo, di non amarci più.
Perché, comunque andrà, noi rifaremo l’amore. Quello improvviso, disperato, intenso.
Ogni tanto, per un giorno ancora. Ma con amore ancora.

[Nicole]

 

Bevande che migliorano la salute e aiutano a perdere peso

Oltre a rafforzare il nostro sistema immunitario, l’acqua tiepida con limone ci aiuta ad accelerare il metabolismo e di conseguenza a perdere peso e a prevenire l’invecchiamento prematuro.

Bevande che migliorano la salute e aiutano a perdere peso

L’anormale accumulo di grasso corporeo causato dal sovrappeso e dall’obesità è un problema che non influisce solo esteticamente sulla nostra figura e sull’autostima, ma anche sulla nostra salute in generale, poiché favorisce lo sviluppo di malattie croniche come il fegato grasso, il diabete e danni al sistema cardiovascolare.

Esistono molti modi per combattere questi disturbi e per prevenire conseguenze sgradevoli per la salute. Tuttavia, molte persone hanno la cattiva abitudine di giustificarsi dicendo che non hanno tempo e soldi per fare qualcosa di buono per il loro organismo.

Attualmente molte persone si vedono affette da malattie che sorgono come conseguenza dello stile di vita moderno e, soprattutto, dell’alimentazione. Per questo, è importante prenderne coscienza, migliorare le abitudini di vita e disintossicare l’organismo con il consumo di bevande naturali.

Oggi vogliamo condividere con voi 5 bevande molto popolari per eliminare le tossine dal corpo, perdere peso e prevenire molte malattie. Siete pronti a provarle?

Limonata calda

limonata calda

L’acqua calda con limone o limonata calda, con o senza miele, è una delle bevande più semplici e salutari che potete assumere ogni giorno.

Si tratta di un’acqua con un alto concentrato di vitamina C, antiossidanti e importanti minerali che contribuiscono ad eliminare le tossine, migliorare la digestione e rafforzare il sistema immunitario, per prevenire malattie.

Un bicchiere di acqua tiepida con limone a digiuno è sufficiente per attivare il metabolismo, perdere peso e prevenire l’invecchiamento prematuro.

Ingredienti

  • 1 limone fresco biologico
  • ½ litro d’acqua tiepida
  • 1 cucchiaio di miele (opzionale)

Preparazione

  • Spremete il succo di limone,mescolate con l’acqua tiepida e, se vi piace, addolcite con un cucchiaino di miele.
  • Prendete un bicchiere a digiuno e prima di ogni pasto principale.

Yogurt con semi

Un intestino in salute è sinonimo di una buona salute in generale,poiché gran parte delle difese del corpo hanno origine proprio nel fegato, dove inoltre si regolano vari processi ormonali.

Lo yogurt naturale contiene probiotici, un tipo di batteri buoni che regolano la flora intestinale e proteggono i microorganismi dannosi.  

Ingredienti

  • 1 bicchiere di yogurt naturale
  • 1 cucchiaio di semi di lino (14 g)
  • 1 cucchiaio di sesamo (14 g)
  • 1 cucchiaio di semi di girasole (14 g)

Preparazione

  • Mescolate tutti i semi nello yogurt, lasciate riposare 30 minuti e mangiatelo.
  • È molto importante il tempo di riposo, perché permette a tutti i nutrienti di concentrarsi nello yogurt.

Tè verde

tè verde

Questa bevanda è ricca di antiossidanti, vitamine, minerali e una grande quantità di nutrienti che contribuiscono a disintossicare il corpo, ad attivare il metabolismo e a migliorare la salute della pelle e dei capelli.

Ingredienti

  • 1 cucchiaino e mezzo di tè verde (7,5 g)
  • 1 bicchiere di acqua calda(250 ml)
  • Miele (opzionale)

Preparazione

  • Aggiungete il cucchiaino e mezzo di tè verde al bicchiere d’acqua, lasciate riposare e addolcite.
  • Bevetene mezza tazza a digiuno e un’altra mezza una o due ore prima di andare a dormire.

Succo verde

Le verdure verdi sono tra i migliori alleati per perdere peso in modo sano e migliorare la salute in generale.

Questi concentrano vitamine, minerali, antiossidanti e clorofilla che contribuiscono ad eliminare le tossine dal corpo e a migliorare il funzionamento degli organi purificatori (polmoni, fegato, reni e colon).

In questo caso il succo verde è composto da prezzemolo e limone, ingredienti depurativi e diuretici che contribuiscono ad eliminare le calorie. 

Ingredienti

  • 1 pugno di prezzemolo
  • 1 limone
  • 1 bicchiere d’acqua (250 ml)

Preparazione

  • Mettete il prezzemolo e il limone nel frullatore, aggiungete un bicchiere d’acqua e frullate per qualche secondo, fino ad ottenere la consistenza desiderata.
  • Bere a digiuno per 5 giorni di seguito, interrompere per 10 giorni e poi riprendere il trattamento.

Questa bevanda aiuta a bruciare le calorie e allo stesso tempo apporta al corpo importanti vitamine e minerali.

Non dimenticatevi di leggere: Purificare i reni ed alleviare dolori con il prezzemolo

Succo di melone

succo di melone

Questo succo contribuisce a perdere peso in modo sano e, inoltre, elimina i liquidi che si trattengono nell’organismo e che in molti casi provocano infiammazioni e dolori in varie parti del corpo.

Grazie alla sua concentrazione di antiossidanti e nutrienti, migliora la salute digestiva, stimola il metabolismo e aiuta a controllare i livelli di colesterolo.

Ingredienti

  • ½ melone a pezzi
  • 1 bicchiere di fragole (225 g)
  • 4 foglie di lattuga
  • 1 bicchiere d’acqua (200 ml)

Preparazione

  • Mettete tutti gli ingredienti nel frullatore e frullatelo fino ad ottenere un composto omogeneo.
  • Bevetene un bicchiere di mattina,a digiuno, e un altro di notte.

http://viverepiusani.com

Fagioli, ceci e lenticchie: per l’Onu il 2016 sarà l’anno dei legumi

Fagioli, ceci e lenticchie: per l'Onu il 2016 sarà l'anno dei legumi

NEW YORK – Mangiate un piatto di lenticchie, o di ceci, o di fagioli: farete felice Ban Ki-moon. Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha salutato con grande soddisfazione la decisione dell’Assemblea Generale di accogliere le pressioni della Turchia e del Pakistan e di dichiarare il 2016 “l’anno internazionale dei legumi”. Da New York a questo punto il testimone passa nelle mani della Fao e del suo direttore, Josè Graziano da Silva. Da Roma toccherà infatti alla Food and Agriculture Organization gestire le iniziative che durante l’anno dovranno essere adottate dal sistema Onu, dalla società civile, dal settore privato, per favorire la produzione e il commercio di queste preziose colture. E soprattutto, la speranza dell’Onu è che nel corso dell’anno si favoriscano e si adottino anche nuovi e intelligenti metodi di utilizzo delle centinaia di varietà di leguminose esistenti nel mondo.

Le Nazioni Unite scelgono con regolarità vari temi a cui dedicare un anno. Anzi spesso i temi possono essere anche più di uno. Il 2015 è stato dedicato alle tecnologie legate alla luce, e al suolo e alla necessità di proteggerlo dall’erosione. Il 2014 è stato dedicato alle piccole isole e all’agricoltura familiare. E il 2013 è stato invece l’anno della collaborazione internazionale per la protezione delle risorse idriche, e per la diffusione della quinoa, una pianta originaria del Sudamerica dalle forti proprietà nutritive.

Alle volte queste occasioni vengono usate per portare all’attenzione del mondo gravi ingiustizie, come nel 1981, l’anno che fu dedicato ai disabili, e che mise in moto una nuova sensibilità verso le insormontabili difficoltà che la società poneva sulla strada di questi nostri concittadini. Storici, per le ricadute che hanno avuto in tanti Paesi, sono stati anche il 1979 e il 1993, rispettivamente dedicati ai diritti dei bambini e delle popolazioni indigene.

Fagioli e lenticchie possono sembrare di poca importanza davanti ai temi giganteschi che l’Onu ha posto sul tavolo dei suoi membri nei decenni passati. E tuttavia, Ban Ki moon ha ricordato che allargare e rafforzare la produzione delle leguminose può essere una strada per combattere la fame nel mondo e allo stesso tempo migliorare la condizione della donna.

Le colture di fagioli, fave, ceci, lenticchie assicurano infatti un raccolto con le stesse ricche proprietà nutritive della carne a un costo molto inferiore. La loro resa abbondante, le eccezionali capacità “miglioratrici” che hanno sulla qualità del suolo e la loro facilità di lavorazione sono note da secoli nell’America Latina, in Africa e in Asia. Ma solo di recente la cultura occidentale sta imparando ad apprezzarne la versatilità anche nella cucina “sofisticata”. Con lo slogan “Semi nutrienti per un futuro sostenibile”, l’anno dei legumi intende dunque inserirsi a pieno diritto nel gigantesco sforzo che l’Onu propone al mondo per una crescita che non lasci nessuno indietro e allo stesso tempo non distrugga il pianeta.

di Anna Guaita http://salute.leggo.it

Si ammala di più chi pensa di non stare bene

Si ammala di più chi pensa di non stare bene

Chi ha un’idea negativa del proprio stato di salute è più facilmente vittima di virus e batteri. Un segno che forse esiste una capacità inconscia di predire la capacità di risposta immunitaria del nostro organismo.

E’ la conclusione di uno studio pubblicato su “Psychosomatic Medicine” condotto da un’équipe di psicologi della Carnegie Mellon University in Pennsylvanie.
La ricerca è stata realizzata su 360 adulti sani con un’età media di 33 anni, ai quali è stato chiesto di autovalutare la propria salute attraverso un questionario, un indicatore utilizzato comunemente per valutare l’opinione di una persona sul proprio stato di salute.

I I volonatri potevano scegliere tra un “eccellente”, “molto buona”, “buona” , “media” e “debole”. Considerando che erano state scelte persone in buona salute, nessuno ha scelto “debole” e solo il 2% “media”.

In seguito, i partecipanti sono stati messi in contatto con il virus del raffreddore. Circa un terzo ha sviluppato un raffreddore e chi aveva valutato la propria salute come “molto buona”, “buona” o “media” è risultato essere due volte più a rischio di chi si era dichiarato in uno stato “eccellente”.

Secondo i ricercatori «gli individui sono probabilmente in grado di predire la loro capacità di risposta ai virus attraverso sensazioni ed emozioni che non sono intercettabili dai medici»

http://salute.leggo.it

Eyeliner: ogni occhio ha la sua giusta linea

Eyeliner: ogni occhio ha la sua giusta linea

L’eyeliner è un cosmetico usato millenni fa anche dagli Egiziani, uomini e donne. I re e le regine dell’antico Egitto marcavano pesantemente i contorni degli occhi, arrivando oltre il limite della palpebra; questo trucco li differenziava dal popolo e conferiva loro quella allure di eleganza e signorilità. Sembra che prendessero spunto dagli occhi dei gatti, animali sacri dei faraoni.

In origine, questo prodotto non era utilizzato per la bellezza, bensì veniva applicato soprattutto per esigenze igieniche e di salute degli occhi, come prevenzione contro le infezioni oculari. Si trattava di un miscuglio di galena, malachite e zolfo, con l’aggiunta di grasso animale per amalgamare le polveri.

Nei decenni passati e tutt’oggi, l’eyeliner è un cosmetico molto usato per sottolineare uno sguardo che non può essere dimenticato. Le dive dello star system ne hanno fatto uno vero e proprio stile, ricordiamo Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, Ava Garner, Marlene Dietrich, fino alle star di oggi.

Gli Egizi avevano ragione a fare riferimento allo sguardo felino, poiché gli esperti parlano proprio di cat eye, ossia occhi di gatto.

I make up artists danno un suggerimento molto importante: ogni occhio ha la sua giusta linea. Tendenzialmente l’eyeliner ingrandisce l’occhio e rende il volto più elegante, ma devono essere rispettati i lineamenti del viso e la forma degli occhi.

Se sono piccoli, la linea deve essere sottile, partire da metà occhio e finire con il flick (la codina) allungato o all’insù. Se invece sono grandi, la linea può essere più spessa, contornare l’intero occhio, oppure solo sopra o solo sotto; il flick deve andare verso il basso.

Le formulazioni di eyeliner attualmente in commercio sono: 1) Liquido, da stendere con il pennellino; si tratta di una texture non consigliata alle principianti, perché difficile da applicare. 2) Crema, consente di variare lo spessore della linea. 3) Penna, offre un tratto preciso, molto facile da applicare. 4) Matita, facile da applicare.

[Fonte testo: http://www.robadadonne.it/ ]

[Fonte immagine:  http://www.media.trusper.net/ ]

Cervicalgia: attenzione a postura, stress e umidità

Cervicalgia: attenzione a postura, stress e umidità

Cervicalgia: attenzione a postura, stress e umidità

Uno sguardo anche dal punto di vista della Metamedicina.

Da un punto di vista anatomico, il collo è la parte che unisce la testa al torace. Spesso, le cattive abitudini motorie e posturali possono causare dolore al collo, chiamati cervicalgie.

Generalmente si tratta di un dolore causato da un’alterazione non grave delle strutture di questa parte del corpo: muscoli, legamenti, vertebre cervicali. Strutture fondamentali che garantiscono il movimento e il sostegno della testa. E’ sufficiente uno sforzo o un gesto inadeguato per compromettere la funzionalità e per avere dolore.

A carico di tali strutture ci possono essere delle microlesioni che, con il trascorrere del tempo, possono generare una sintomatologia dolorosa. In alcuni casi provoca anche nausea, vertigini, ronzii auricolari e dolori che coinvolgono anche gli arti superiori.

Tra i fattori di rischio che possono provocare il mal di collo troviamo: la postura, soprattutto se si svolgono lavori sedentari; i movimenti bruschi; gli sbalzi di temperatura, in estate passare dal caldo esterno ad un ambiente con aria condizionata, viceversa in inverno; l’ansia, stress e tensioni.

La comparsa del dolore è dovuta essenzialmente ad una forte tensione delle strutture cervicali. Il dolore incrementa la contrazione involontaria del muscolo del collo, autoalimentandosi.

Cosa succede a livello anatomico? Generalmente i muscoli ricevono un fisiologico ricambio di ossigeno attraverso il sangue, grazie alla loro azione di contrazione e rilasciamento. In caso di cervicalgia, la rigidità non consente alla muscolatura di rilassarsi, rimanendo in tensione, i capillari si chiudono impedendo al sangue di portare l’ossigeno necessario. In tal modo è favorita la comparsa del dolore.

Per risolvere la situazione è necessario prima di tutto rilassare i muscoli. Sono indicati massaggi, stretching, movimenti dolci, yoga, fare impacchi di sale caldo (il calore dona sollievo e il sale tende a tirar fuori l’umidità). Se il dolore persiste o si tratta di una situazione particolarmente critica, meglio rivolgersi al fisioterapista, che farà la giusta diagnosi e offrirà la terapia adeguata.

Una visione diversa. Secondo la Metamedicina di Claudia Rainville. http://www.it.metamedicina.it/ “Il collo rappresenta il luogo di passaggio delle idee, ma anche la capacità di guardare più aspetti di una situazione, o di dar prova di umiltà, chinando la testa. I dolori al collo sono molto spesso causati dalla paura di operare scelte negative o di far fronte a una situazione, il che genera una grande insicurezza che si traduce con il bisogno di tenere le situazioni sotto controllo.” [Tratto dal libro: Metamedicina. Ogni sintomo è un messaggio.]

[Fonte testo: http://www.gazzetta.it/ ]

[Fonte immagine: http://www.tabatatimes.com/ ]

Un test per scoprire il tumore al seno: la novità arriva dagli Usa

Un test per scoprire il tumore al seno: la novità arriva dagli Usa

Poche semplici domande e una donna potrà scoprire qual è la percentuale di rischio di sviluppare un cancro al seno. È il test messo a punto dal Breast Cancer Surveillance Consortium (BCSC), l’associazione statunitense impegnata nella prevenzione e nella lotta contro uno dei tumori più combattuti negli ultimi anni e la cui mortalità è stata fortemente ridotta.
Basterà indicare la propria età, l’etnia, se vi sono stati casi di cancro al seno in famiglia, i risultati di precedenti biopsie alla mammella e la densità mammaria: si basa su queste minime coordinate l’algoritmo che fornisce un numero cui aggrapparsi, una percentuale che non è un verdetto ma può indicare una strada. La previsione si spinge fino a dieci anni dal momento in cui si effettua il test, quindi un tempo sufficiente per monitorare e svolgere ulteriori indagini.

Intervistata dal Daily Mail, la dottoressa Charlotte Gard sottolinea l’unicità di questo nuovo strumento a disposizione delle donne, l’unico che permetta di valutare, insieme, la densità mammaria e i risultati di precedenti biopsie. Il primo dato viene misurato con la mammografia e il range va da un’elevata densità a un livello più basso, non preoccupante. Com’è facile intuire, le donne che presentano una più alta densità mammaria sono quelle più esposte al rischio di sviluppare un carcinoma. Ed ecco la grande novità di questa analisi: accostare una misurazione fondamentale ad altri dati con cui incrociarla. Gli elementi di cui si potrà disporre attraverso questo nuovo test saranno quindi di grande utilità, sia per le pazienti che per i medici.

Aggiunge la dottoressa Gard: «Con questo test diamo alle donne la possibilità di attrezzarsi meglio per valutare i rischi cui vanno incontro e, ai medici, stabilire quali sono i passi successivi da compiere». Il cancro al seno colpisce una donna su otto ed è il più diffuso dei tumori nel sesso femminile (la quota è del 29 per cento). È anche la prima causa di decesso per tumore nelle donne, con un tasso di mortalità del 16 per cento (in Italia, la più bassa da 40 anni). Tuttavia, come si diceva prima, negli ultimi anni il successo delle terapie ha portato a una drastica riduzione delle morti.

di Antonio Bonanata

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Sonno a singhiozzo, rovina l’umore più che dormire poco

Sonno a singhiozzo, rovina l'umore più che dormire poco

Il sonno interrotto è deleterio per il buonumore, più che dormire poco. Lo evidenzia una ricerca della JohnsHopkins Medicine, pubblicata sulla rivista “Sleep”.

Gli studiosi hanno analizzato 62 adulti sani, uomini e donne, divisi in tre gruppi: il primo che veniva sottoposto a frequenti interruzioni del sonno durante la notte, il secondo, a cui veniva data indicazione di andare a dormire tardi, il terzo a cui invece veniva concesso sonno illimitato. La qualità del sonno era rilvata con un esame detto polisonnografia.

Dopo la prima notte, passata la quale i due gruppi di chi aveva dormito tardi e chi aveva avuto un sonno interrotto si equivalevano dal punto di vista dell’umore, già dalla seconda notte in poi sono emerse, tramite le risposte ad un questionario, delle differenze: nel gruppo dei risvegli forzati c’è stata una riduzione del 31% nello stato d’animo positivo, mentre il gruppo che è andato a letto tardi ha avuto un calo solo del 12% rispetto al primo giorno.

La chiave di queste differenze starebbe tutta, secondo gli esperti, nel cosiddetto “sonno ad onde lente”, cioè più profondo, che con il sonno interrotto si riesce ad avere solo per brevi periodi.
La mancanza di sufficiente sonno ad onde lente è risultata avere un’associazione statisticamente significativa con la riduzione di uno stato d’animo positivo, sostengono i ricercatori, secondo i quali il sonno interrotto incide su diversi ambiti, non riducendo solo i livelli di energia ma anche i sentimenti di simpatia e cordialità.
Si tratta di una condizione a cui sono esposte molte persone: dai neo genitori a chi lavora su reperibilità o chi soffre di insonnia.

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Olio di semi di zucca: il nuovo tormentone dei salutisti

Mandatory Credit: Photo by REX Shutterstock (4550685a) Casserole with Hokkaido pumpkin on cloth and wood VARIOUS

Il 31 ottobre è passato, ma tante delle nostre zucche intagliate restano sui davanzali delle finestre. Gli artisti più furbi sanno come utilizzare i resti delle loro sculture e non perdere nemmeno un centimetro di questo super versatile ortaggio arancione: a tavola, per esempio, con zuppe e torte dolci, oppure sul viso e sui capelli con una «polposa» maschera di bellezza per la notte.

Celebrity del calibro di Miranda Kerr e Kim Kardashian lo sanno bene, e l’universo beauty è più che entusiasta di questa new entry, soprattutto quando si parla dell’olio estratto dai semi della zucca. Si tratta infatti di un «siero magico» che contiene delle proprietà tanto straordinarie da essere stato ribattezzato il nuovo olio di cocco.

Secondo le esperte, inclusa la guru di salute e benessere Gwyneth Paltrow, l’olio di semi di zucca rende la pelle immediatamente più luminosa e i capelli brillanti, ma non solo. Anche dal punto di vista dell’umore può fare miracoli, e grazie all’elevato contenuto di enzimi e vitamine può alleviare anche i sintomi della menopausa.

La zucca contiene tantissima vitamina A, vitamina K e vitamina E, minerali e acidi grassi. In particolare, l’alto contenuto di zinco e di vitamina E, combinato sulla pelle, è ideale per combattere problemi ed inestetismi come acne, macchie e cicatrici troppo visibili.

Tra i brand che hanno incluso la zucca nelle loro formule magiche vi sono Oskia, con il suo gel detergente per il viso Renaissance Cleansing Gel, che illumina la pelle e rimuove le impurità; Erborian, che ha mescolato la tradizione sud coreana a quella francese con le varietà di BB, CC e PP (Pink Perfect) Cream.

Per le amanti dei brand naturali non può mancare Lush, che fa largo uso della zucca nelle sue ricette più popolari: bombe da bagno, creme e saponette.

 

https://it.lifestyle.yahoo.com

E’ una di quelle ragazze che è capace di amarti una vita intera.

vivalavitaCopertina

Una di quelle che se gli dai le briciole si accontenta,che nota i dettagli, le sfumature, che guarda un po più in là, che si incavola come una bestia se non la cerchi, fino al punto di trasformare la rabbia in silenzio, lo stesso silenzio che la distrugge ogni secondo che passa. Una di quelle paranoiche, che si fanno film peggio di Spielberg, che si illudono con un ciao, che portano addosso le cicatrici,quelle vere. Tutti la vogliono diversa, anche lei si vorrebbe diversa. Purtroppo, non lo sarà mai.

-Federica Maneli

Miele, limone e zenzero: il connubio perfetto contro i malanni di stagione

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Il cambio di stagione per molti di noi coincide con la comparsa di mal di gola, raffreddore e stanchezza diffusa. Zenzero, miele e limone possono aiutarci ad alzare le nostre difese immunitarie e prevenire i malanni di stagione: vediamo come.

Zenzero, limone e miele contro i malanni di stagione
Se vi sentite stanchi, affaticati, raffreddati e iniziate a soffrire di mal di gola potreste trovare sollievo in semplici rimedi naturali a base di zenzero, limone e miele.
Questi tre ingredienti, infatti, rinforzano le difese immunitarie dell’organismo, hanno azione antibiotica e antinfiammatoria e ci aiutano a prevenire e alleviare i sintomi influenzali: vediamoli uno per uno.
Lo zenzero (Zingiber officinale), conosciuto anche come ginger, è un’erba perenne originario dell’India e caratterizzato da un rizoma dall’aroma speziato e pungente. Reperibile in commercio fresco, essiccato o in polvere, si utilizza principalmente come spezia in cucina, per aromatizzare zuppe, insalate, biscotti, succhi di frutta, frullati e bevande.
Il rizoma dello zenzero costituisce la droga della pianta e contiene amido, lipidi, proteine, olio essenziale e una resina. Lo zenzero ha azione antinfiammatoria, antiemetica, epatoprotettrice ed inoltre impiegato per stimolare l’appetito, favorire la digestione e contro la diarrea. La radice dello zenzero è un utile rimedio contro tosse, raffreddore, mal di testa e influenza, ha azione contro il dolore e la stanchezza fisica. Gli effetti benefici del limone (Citrus limon) invece sono dovuti alle vitamine presenti nel succo e all’olio essenziale contenuto nella scorza. Il limone è da sempre considerato un valido aiuto contro il raffreddore e la tosse e probabilmente le vostre nonne vi avranno preparato un decotto a base di bucce di limone per combattere catarro e mal di gola. Le proprietà terapeutiche del miele sono davvero numerose: in particolare, sembra che il miele abbia un’azione antibatterica, soprattutto in soluzione, e che apporti benefici all’apparato respiratorio. Inoltre, grazie all’elevato contenuto glucidico e alla presenza di sali minerali e enzimi, il miele offre all’organismo numerosi nutrienti e energia senza richiedere un processo digestivo: è dunque un alimento energetico molto utile quando ci sentiamo stanchi e affaticati. Zenzero, limone e miele possono essere utilizzati insieme per preparare tisane e sciroppi da assumere in caso di tosse, raffreddore e altri malanni di stagione.
Tisana con zenzero, limone e miele

Per preparare la tisana con zenzero, limone e miele per combattere raffreddore, tosse e stanchezza eccessiva, procuratevi una radice di zenzero e un limone biologico: sbucciate tre centimetri di radice di zenzero, tagliatela a fette sottili e sistematela in un pentolino insieme alla buccia grattugiata del limone. Aggiungete circa 300 millilitri di acqua e portate a bollore. Lasciate bollire per circa quindici minuti, dopodiché togliete dal fuoco e fate raffreddare. Quando il decotto sarà tiepido, filtrate e unite il succo di limone spremuto e un cucchiaio di miele. Consumate una o due tazze al giorno di questa tisana per prevenire o alleviare i sintomi influenzali.

Sciroppo con zenzero, limone e miele

Con lo zenzero, il limone e il miele, possiamo preparare anche uno sciroppo che ci aiuterà a combattere il mal di gola. Come per la tisana, occorre far bollire per circa quindici minuti una radice di zenzero di circa tre centimetri e la scorza di un limone. Filtrate e aggiungete 100 grammi di miele di eucalipto. Rimettete la tisana sul fuoco e lasciatela sobbollire finché assumerà una consistenza densa. Trasferite lo sciroppo in una bottiglia e assumete un cucchiaino tre o quattro volte al giorno per alleviare il mal di gola e liberarvi dal catarro.

http://www.viversano.net/

Magnesio: un minerale di vitale importanza

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Mal di testa, stanchezza, crampi muscolari.. sono solo alcuni sintomi da carenza di magnesio. Scopriamo a cosa serve questo indispensabile minerale. Il magnesio è uno dei minerali fondamentali per la nostra salute. Attiva oltre 300 reazioni biochimiche necessarie alla nostra salute, per questo è bene conoscere a cosa serve il magnesio e quali sono i sintomi per capire se abbiamo una carenza di magnesio. A tal proposito abbiamo intervistato Genny Sandretto, naturopata e apicoltrice, per far luce su questo incredibile e fondamentale minerale.
Bentrovata Genny, si dice che il Magnesio sia uno dei minerali più importanti nel nostro organismo. Può spiegare ai nostri lettori che funzione ha il magnesio e quali benefici apporta una corretta assunzione di questo minerale?
Buongiorno a voi di Viversano, in realtà, sul magnesio, molto si sa, ma molto è ancora da scoprire. Pensate che nello specifico, il cloruro di magnesio, venne utilizzato già nel lontano 1890 per curare molte malattie e prevenirne delle altre e nel 1889, il Dott. Pierre Delbet (medico chirurgo socio dell’ Accademia di medicina di Parigi) usò il cloruro di magnesio per curare le ferite, scoprendo che non danneggiava i tessuti e che possedeva importanti capacità fagocitarie.
Il magnesio si rivelò anche un potente immuno-stimolante e lo stesso Dott. Delbet sostenne, inoltre, che esso possedeva un’azione preventiva dei confronti dei tumori. Mentre nel 1932 pare che il Dott. Neveu abbia curato circa un sessantina di casi di difterite, semplicemente aumentando le dosi di cloruro di magnesio fino ad allora consigliate.

Al giorno d’oggi e soprattutto negli ultimi anni è stato ri-scoperto e se ne conoscono molteplici funzionalità: è coinvolto in circa 300 processi metabolici, assieme al calcio coopera alla formazione delle ossa e dei denti, normalizza le funzioni muscolari e il ritmo cardiaco grazie alla sua funzione rilassante e distensiva, trasmette gli impulsi nervosi, è cicatrizzante e batteriostatico, è il responsabile della formazione dello smalto dei denti, aumenta la funzionalità del sistema immunitario, è disintossicante e regola le funzioni intestinali, contrasta i danni da vaccino, è un alcalinizzante aiutando l’organismo ad eliminare l’acidità del corpo prodotta da una dieta scorretta, e per ultima, ma non meno importante funzione, insieme al bicarbonato di sodio, è un efficace disintossicante nei confronti delle radiazioni. Veniva infatti consigliata l’assunzione di magnesio nel periodo “post Cernobyl”.

Esistono in commercio diverse tipologie di magnesio, come ad esempio il solfato di magnesio o comunemente chiamato “sale amaro”, il quale, ha funzione lassativa ed è in grado di normalizzare la pressione sanguigna, l’ossido di magnesio è invece usato come antiacido per combattere i bruciori di stomaco.

Un’assunzione giornaliera di magnesio produce benefici globali non solamente nell’immediato, ma anche nel tempo poiché previene numerose malattie. Benefici che tendono tuttavia a scomparire nel momento in cui se ne interrompe l’assunzione.

Quali sono i sintomi con cui si può manifestare una carenza di magnesio?

La carenza da magnesio è generalmente molto diffusa, con una stima del 60%, ed in particolar modo tra le donne, le quali risultano esserne le più bisognose. I sintomi da carenza di magnesio sono variabili e molteplici, alcuni possono essere:

Sindrome pre-mestruale

Crampi muscolari

Mal di testa

Stanchezza

Irritabilità

Dolori osteoarticolari

Disturbi del ritmo cardiaco

Da cosa può essere causata la carenza di magnesio?

La causa primaria della carenza di magnesio è l’alimentazione inorganica e raffinata poiché scarsa di minerali essenziali, nonché la cottura dei cibi che può arrivare all’eliminazione di circa il 70% di magnesio presente. Altri fattori sono lo stress e l’assunzione di determinati farmaci come ad esempio i diuretici. Esistono inoltre una serie di stati fisiologici che portano all’eliminazione di magnesio oltre al dovuto, essi sono:

Periodo premestruale

Allattamento

Alcolismo

Stati cronici di diarrea

Assunzione eccessiva di calcio

Operazioni chirurgiche

Esercizio fisico intenso

Vecchiaia

Assunzione prolungata di farmaci Ipertensione

E’ vero che esiste una relazione di equilibrio tra magnesio e calcio? Un’eventuale squilibrio fra questi due minerali cosa può provocare?

Magnesio e calcio possono essere considerati come le due facce di una stessa medaglia, sono infatti antagonisti fra loro, ma assolutamente indispensabili l’uno per l’altro. Il calcio contrae i muscoli, il magnesio li distende e rilassa. È ormai noto come la carenza di calcio possa causare osteoporosi con conseguenza rottura degli arti soprattutto negli anziani, tuttavia, ciò che ancora sfugge alla coscienza è che il calcio, per esser fissato nelle ossa necessita dell’azione del magnesio. Questo spiega perché in molte persone, nonostante consumino notevoli quantità di calcio, si manifestino sintomi da carenza. È preferibile assumere calcio da fonti vegetali e cereali integrali poiché assimilabili maggiormente rispetto alle forme animali derivanti dai latticini. Il magnesio sinergizza l’azione del calcio, aiutandolo a fissarsi nelle ossa ed impedendo che quest’ultimo si depositi dove non dovrebbe. Lo squilibrio fra calcio e magnesio si manifesta quando è presente nel corpo una quantità eccessiva di calcio. Un’alta concentrazione di calcio è da ostacolo all’assorbimento del magnesio e se non vi è magnesio a sufficienza, il calcio non viene utilizzato correttamente nel nostro organismo, andandosi così a depositare nei muscoli dando origine ai crampi muscolari, nelle articolazioni con conseguenza artrite, nei reni dove può originare calcoli, nelle arterie provocando l’insorgere placche dalle quali, possono manifestarsi malattie cardiache.

http://www.viversano.net