E quando sentirai quel 3 2 1…

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Saprai che il 2015 è andato via…

E in un attimo ripenserai a tutto ciò che hai provato nel Tuo ‘2015’.. I Grandi Amori, le piccole storie, quelle andate bene, e quelle andate male… Le amicizie costruite, quelle distrutte. Persone che se ne sono andate, altre che sono rimaste, e forse resteranno per sempre… a quell’estate spensierata e piena di ricordi belli o brutti che siano… a quanto sei cresciuto e cambiato anche grazie a lei che se né andata lasciandoti solo in un angolo con una foto in bianco e nero… alle 100 volte in cui sei caduto ed alle 101 in cui ti sei rialzato… e tante altre cose che questo 2015 ormai al termine a lasciato scritte dentro di te con un pennarello indelebile…

Vi auguro sogni a non finire

 2016la voglia furiosa di realizzarne qualcuno vi auguro di amare ciò che si deve amare e di dimenticare ciò che si deve dimenticare vi auguro passioni vi auguro silenzi vi auguro il canto degli uccelli al risveglio e risate di bambini vi auguro di resistere all’affondamento, all’indifferenza, alle virtù negative della nostra epoca. Vi auguro soprattutto di essere voi stessi. Buon Anno

METEO ~ previsioni per fine 2015 e CAPODANNO, il gelo RUSSO alle porte dell’ITALIA

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Più FREDDO con sensibile calo termico sul medio-basso Adriatico e Sud. E la NEVE?

Scenario barico tra la fine dell’anno e CapodannoL’inverno sta per giungere a una svolta. Per i prossimi 3/4 giorni non ci saranno variazioni. L’anticiclone e il bel tempo continueranno a essere i protagonisti assoluti sull’Italia, salvo i consueti disturbi legati alle nubi basse marittime e alle nebbie, ma questi sono tipici dell’alta pressione. Proprio tra l’ultimo dell’anno e Capodanno, invece, potrebbe esserci una prima novità. Intanto, diciamo subito che le manovre nei prossimi giorni saranno schiettamente invernali sull’Europa e in particolare sul Centroest Europa. Infatti, come visibile dall’immagine posta a corredo dell’articolo, l’alta pressione afro-mediterranea si allungherà, con cuneo molto tagliente, fino alle regioni scandinave e poi polari, costretta a tale manovra da un flusso perturbato atlantico sempre più incisivo sul suo lato occidentale. Di contro, dalle regioni polari russo-europee, irromperà aria molto fredda, anzi gelida, verso tutto l’Est Europa. Entro la fine dell’anno l’Europa orientale entrerà nel crudo inverno con clima gelido in nevicate estese. Il freddo serio arriverà fino alle porte dell’Italia, Balcani entro mercoledì 30. Da giovedì 31 e per la notte di Capodanno, l’aria fredda (qui usiamo il condizionale) inizierebbe a tracimare anche verso l’Adriatico, raggiungendo le nostre regioni del medio-basso Adriatico e meridionali. Su questi settori italiani, per l’ultimo dell’anno e la notte di Capodanno, dovrebbe esserci un sensibile calo termico, anche nell’ordine di 10° rispetto ai valori attuali. Temperature, per intenderci, vicino allo zero o pochi gradi sopra anche di giorno su città come Campobasso e a L’Aquila. Il freddo si protrarrebbe, su queste regioni italiane, anche per il giorno di Capodanno e il tutto associato a venti di bora moderati o localmente anche forti sul basso Adriatico, sullo Ionio e anche sui bacini tirrenici. Mancherebbe, però, ancora un elemento essenziale per dare il vero sapore invernale a questo primo cambiamento del tempo atteso tra l’ultimo dell’anno e il Capodanno: la NEVE. Al momento, infatti, i nuclei gelidi dalla Russia, non riuscirebbero a penetrare con decisione verso il Mediterraneo centrale, stante una moderata alta pressione ancora resistente. Mancherebbero, per il momento, attività cicloniche e i fronti più perturbati rimarrebbero confinati sui Balcani. Farebbe, quindi, decisamente più freddo sulle regioni del medio-basso Adriatico e meridionali con nubi in aumento, ma le precipitazioni sarebbero assenti o scarse, magari qualche occasionale piovasco in forma molto localizzata o fiocchi sporadici in Appennino. Evoluzione, tuttavia, tutt’altro che definitiva. Basterebbe veramente poco, ossia un’azione del fronte gelido russo di solo 200/300 km più a Ovest (secondo la linea gialla tratteggiata) e le regioni centro-meridionali italiane, specie adriatiche e appenniniche, vedrebbero una bella fase invernale anche con neve a bassa quota. Sul resto dell’Italia, la fine dell’anno e il Capodanno trascorrerebbero con bel tempo soleggiato e stabile, ma un po’ più freddo per tutti, specie nelle ore notturne e mattutine. Molte novità, poi, tra Capodanno e la Befana, con possibile neve in arrivo su molte regioni. Seguite costantemente l’evoluzione perché il tempo, anche per la fine dell’anno e Capodanno, è tutt’altro che deciso, con possibili sorprese dietro l’angolo.

 

http://www.ilmeteo.it/notizie/meteo-previsioni-fine-anno-e-capodanno-gelo-russo-vicino-italia

Oroscopo 2016, Paolo Fox ci spiega le previsioni segno per segno

Paolo Fox a 'Mezzogiorno in famiglia'

ROMA – Il 2016 è alle porte e, come sempre, resta vivo l’interesse per l’oroscopo per l’anno che verrà. Il popolare astrologo, Paolo Fox ha spiegato le previsioni per il 2016, segno per segno, durante il programma ‘Mezzogiorno in famiglia’ in onda su Rai Due. 

ARIETE – Il 2016 è un anno molto importante che vi invita ad agire immediatamente. Non bisogna indugiare perché la prima parte dell’anno è la migliore della seconda. Grandi soddisfazioni tra gennaio e marzo. Alcuni momenti di grande forza. A primavera dal 21 al 31 marzo le prime buone risposte. Da sfruttare quindi la prima parte dell’anno perché le vostre doti e le vostre intuizioni si svilupperano subito. Siete governati da Marte e le cose incomprensibili non vi piacciono. Da luglio indicazioni invece a ribasso e chi tirerà troppo la corda in amore avrà nella seconda parte dell’anno qualche dubbio. Dubbi sulla gestione della propria vita in amore ma anche sul lavoro. Problemi nella seconda parte dell’anno anche sul lavoro. 

TORO – Sole e Giove sbloccano accordi. La giornata di San Valentino per molti determinerà belle notizie. Giove rappresenta la fertilità e non ci sono grandi blocchi dopo quasi due anni per una lotta tra problemi personali e familiari. Bisogna abbandonare quelle persone che rappresentano un blocco. In giugno taglio su quello che è superfluo. Da agosto in poi quotazioni in rialzo per il lavoro: con giornate particolari e conferme. 

GEMELLI – La partenza del 2016 è in ribasso come la fine del 2015. Non per grandi problemi anche se qualcuno ha lottato di più per arrivare a dei risultati anche nella gestione della vita privata. I primi mesi sotto pressione e per le coppie in crisi è consigliato che nei primi mesi non si tiri troppo la corda. Ma è un anno che da luglio prevede una svolta con una fase importante e bella e rassicurante. Tra i mesi più importanti per l’amore e il lavoro è ottobre. Favorito questo periodo anche per chi vuole avere un figlio. Dopo la prima parte dell’anno stancante una chiusura dove si galoppa.

 CANCRO – Se ci sono delle dispute e delle tensioni soprattutto in amore queste escono tra gennaio e febbraio. I Cancro sono capaci di avere emozioni fantastiche, capaci di vivere appieno le emozioni, ma bisogna capire anche i problemi quando gira male e inevitabilmente si diventa incomprensibili. Giugno e luglio i mesi più belli. In estate conferma per il lavoro, ma l’ultima parte dell’anno per le questioni finanziarie e legali è in ribasso. Attenzione su questo fronte ad Ottobre. Per legarsi conviene guardare maggio – giugno, mentre a luglio è probabile che chi vuole libertà molli tutto. 

LEONE – Premi e soddisfazioni per il 2016 per uno dei segni più forti di questo anno. E’ un 2016 che vi dà ragione e già ad aprile avrete delle belle soddisfazioni. Saturno favorevole e da luglio ottime risposte. C’è chi pensa ad un figlio o alla casa per un anno costruttivo. Incremento per il lavoro grazie ad incontri e occasioni da cogliere al volo. Novembre ottimo e non ci sono eccezioni nel 2016 ma attenzione alle vacanze estive.

 VERGINE – È un segno tanto atteso che deve fare i conti con Saturno. Ma non credo che Saturno rappresenterà un blocco vista la concomitanza di Giove. Ci saranno lotte e dubbi. Avrete delle tensioni e scelte piuttosto care. E’ un anno bello con soddisfazioni ma anche qualche sacrificio. E’ segno della pratica e della razionalità ma attenzione da aprile a giugno per problemi fisici. Giove nel segno porta figli e responsabilità. Se siete in attesa di soldi insistete e potrete superare la china. Per chi è solo agosto è il mese giusto. 

BILANCIA – Attesa da luglio una grande occasione. Preparatevi ad un grande cambiamento. Le stelle ci regalano una situazione di programmazione e se avete una idea in testa lavorateci su e già i primi mesi dell’anno sono importanti. I mesi di marzo e giugno sono importantissimi. Gli eventi più belli dall’autunno, da vivere sia in prima persona sia regalati da chi avete intorno. Sposarsi, convivere, vendere un bene, ricevere un compenso. Un anno che inizia in sordina per poi maturare. 

SCORPIONE – Con Marte che giocherà per tutto l’anno, il 2016 rappresenta un anno bellicoso. Che vuol dire non da guerriero, ma che se si hanno progetti li si metterà in gioco. Avrete una forza un ardimento e una potenza che consentirà di non guardare in faccia a nessuno. Per la prima parte dell’anno problemi economici, giugno invece è un mese notevole. Agli inizi del 2016 si mette tutto in ordine e poi da luglio in poi le cose miglioreranno fino a chiudere l’anno più ricco di come si era partiti. In estate novità sentimentale. 

SAGITTARIO – C’è da rimettere a posto la condizione emotiva ed economica: per i sentimenti molto bene la seconda parte dell’anno. Se il matrimonio è prima tra maggio e giugno si potrebbe pensare “chi me lo ha fatto fare”. 

CAPRICORNO – Il 2016 prevede un taglio dei rami secchi da ottobre. Anno importante con maggio un mese soprattutto per chi cerca casa, vuole trasferirsi. Attenzione dopo l’estate se ci sono dispute con i parenti. 

ACQUARIO – Venere ha un influsso importante, marzo è il mese migliore per definire le questioni in sospeso. Ma è un anno senza grosse remore e di recupero dopo due anni di fermo. Si va verso un momento di grande fortuna nella seconda parte dell’anno. Più ci avviciniamo all’autunno più aumenta l’energia. 

PESCI – Vivranno un rallentamento e qualcuno è arrabbiato, ma adesso dobbiamo puntare sulla seconda parte dell’anno che è la parte migliore. Stringere i denti è la parola d’ordine per la prima parte dell’anno. Un po’ di disagio in estate ma per i più volenterosi con l’autunno la situazione cambia.“

http://www.leggo.it/SOCIETA/TEMPO_LIBERO/oroscopo_2016_paolo_fox_segno_zodiaco/notizie/1756969.shtml

L’influenza è alle porte, ecco come difendersi e come curarla

L'influenza è alle porte, ecco
come difendersi e come curarla

Il freddo è ormai arrivato e con lui i primi malanni di stagione. L’influenza 2015/2016 metterà a letto, dicono gli esperti, dai 4 ai 5 milioni di italiani, il 15-30% dei quali bambini. Il picco dei casi si dovrebbe registrare tra metà dicembre e i primi di febbraio. Come difendersi?
La prima arma è la consapevolezza e la conoscenza. Per questo il ministero della Salute, sul proprio sito, ha dedicato una sezione proprio all’influenza: 35 domande e risposte per conoscere tutto quello che c’è da sapere: dai sintomi alle complicanze; dalla vaccinazione ai farmaci da utilizzare.

Ecco qualche domanda, con la risposta degli esperti del ministero:

Che cos’è l’influenza? – “L’influenza – si legge – è una malattia provocata da virus che infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni). Spesso vengono impropriamente etichettate come ‘influenza’ diverse affezioni delle prime vie respiratorie, sia di natura batterica che virale, che possono presentarsi con sintomi molto simili. Nello stesso periodo dell’anno in cui la circolazione dei virus influenzali è massima (in Italia solitamente in autunno-inverno) possono contemporaneamente circolare molti altri virus che provocano affezioni del tutto indistinguibili, dal punto di vista clinico, dall’influenza (Adenovirus, Rhinovirus, virus sinciziale respiratorio etc.). La vaccinazione costituisce la principale misura di prevenzione”.

Quali sono i sintomi? – “È possibile che l’infezione abbia un decorso asintomatico, ma nella maggior parte dei casi i sintomi più comuni possono includere febbre (generalmente accompagnata da brividi), tosse, mal di gola, congestione nasale, congiuntivite, dolori muscolari e delle articolazioni, cefalea e malessere generale, mancanza di appetito. Soprattutto nei bambini, si possono manifestare anche sintomi a carico dell’apparato gastro-intestinale (nausea, vomito, diarrea). Nei casi non complicati, i sintomi si risolvono spontaneamente entro una settimana dall’esordio”.

Come si trasmette? – “L’influenza si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie, in maniera: diretta (tosse, starnuti, colloquio a distanza molto ravvicinata) indiretta (dispersione delle goccioline e secrezioni su oggetti e superfici). Per questa ragione è fortemente raccomandato seguire alcune precauzioni generali, come: evitare luoghi affollati e manifestazioni di massa lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone; in alternativa possono essere usate soluzioni detergenti a base di alcol o salviettine disinfettanti evitare di portare le mani non pulite a contatto con occhi, naso e bocca coprire la bocca e il naso con un fazzoletto di carta quando si tossisce e starnutisce e gettare il fazzoletto usato nella spazzatura aerare regolarmente le stanze di soggiorno. Una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie è essenziale nel limitare la diffusione dell’influenza”.

Come si previene? – “Ci sono alcune semplici azioni che aiutano a prevenire la diffusione di malattie infettive in generale, e quelle che si trasmettono per via aerea come l’influenza: lavare spesso le mani con acqua e sapone, e in particolare dopo avere tossito e starnutito, o dopo avere frequentato luoghi e mezzi di trasporto pubblici; se acqua e sapone non sono disponibili, possibile usare in alternativa soluzioni detergenti a base di alcol. Coprire naso e bocca con un fazzoletto (possibilmente di carta) quando si tossisce e starnutisce e gettare immediatamente il fazzoletto usato nella spazzatura o nella biancheria da lavare. Evitare di toccare occhi, naso e bocca con le mani non lavate; i germi, e non soltanto quelli dell’influenza, si diffondono in questo modo. Rimanere a casa se malati, evitando di intraprendere viaggi e di recarvi al lavoro o a scuola, in modo da limitare contatti possibilmente infettanti con altre persone, nonché ridurre il rischio di complicazioni e infezioni concomitanti (superinfezioni) da parte di altri batteri o virus”.

Quali sono le complicanze? – “Le complicanze dell’influenza vanno dalle polmoniti batteriche, alla disidratazione, al peggioramento di malattie preesistenti (quali ad esempio il diabete, malattie immunitarie o cardiovascolari e respiratorie croniche ), alle sinusiti e alle otiti (queste ultime soprattutto nei bambini). Sono più frequenti nei soggetti al di sopra dei 65 anni di età e con condizioni di rischio. Alcuni studi hanno messo in evidenza un aumentato rischio di malattia grave nei bambini molto piccoli e nelle donne incinte. Tuttavia, casi gravi di influenza si possono verificare anche in persone sane che non rientrano in alcuna delle categorie sopra citate”.

In quale periodo è possibile vaccinarsi? – “Il periodo destinato alla conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale è, per la nostra situazione climatica e per l’andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali in Italia, quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre, fatte salve specifiche indicazioni, che saranno fornite se particolari eventi legati ai vaccini e/o l’andamento epidemiologico stagionale dell’influenza lo richiederanno”.

Per chi è necessaria la vaccinazione? – “La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata per: soggetti di età pari o superiore a 65 anni; bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza: malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico-ostruttiva-BPCO); malattie dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite; medici e personale sanitario di assistenza; familiari e contatti di soggetti ad alto rischio; soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori forze di polizia; vigili del fuoco”.

I vaccini antinfluenzali sono sicuri? – “I vaccini autorizzati per l’uso nell’uomo, inclusi quelli contro l’influenza, sono prodotti biologici sicuri, essendo sottoposti ad una serie di controlli accurati. I controlli vengono effettuati durante la produzione (controlli di qualità e studi clinici), quindi prima dell’autorizzazione all’immissione in commercio, per la verifica degli standard previsti dalle autorità internazionali (OMS e, per quanto riguarda l’Unione Europea, EMA – Agenzia Europea Valutazione Medicinali ) e nazionali”.

Si può allattare con l’influenza? – “Il virus influenzale è diffuso in tutto l’organismo e quindi anche nel latte, dove peraltro sono presenti anche gli anticorpi. La trasmissione dell’infezione, però, avviene soprattutto per via ‘aerea’, quindi, per evitare di contagiare il bambino è consigliabile allattare mettendo, per esempio, una mascherina sulla bocca”.

http://salute.leggo.it/focus/influenza_prevenzione_cure_inverno-1378343.html

Il sesto senso esiste e l’ansia aiuta a svilupparlo

Il sesto senso esiste e l'ansia aiuta a svilupparlo

Per la prima volta, una specifica area cerebrale viene collegata al senso del pericolo. Ma la cosa che ha stupito ancora di più gli studiosi è l’avere osservato che, mentre nelle persone ansiose il segnale di allarme viene elaborato nella regione del cervello responsabile dell’azione, in quelle più tranquille viene processato dai circuiti deputati al riconoscimento facciale. E così, nella loro ricerca, gli scienziati d’Oltralpe tracciano anche l’identikit del viso che viene percepito come minaccioso: ha l’espressione arrabbiata, ma soprattutto guarda dritto verso di noi.

È nei momenti più difficili che scopriamo di avere dentro di noi risorse insospettabili per affrontare le avversità e rialzarci in piedi. Ora un gruppo di ricercatori francesi è riuscito a dare una spiegazione scientifica alla forza che ci anima di fronte a un pericolo, scoprendo perché i nostri neuroni sembrano impegnarsi di più nella cattiva sorte che nella buona.

Il segreto sta in quella specie di molla che scatta quando ci troviamo davanti a una minaccia: un “sesto senso” che abita in un’area precisa del cervello, in grado di captare un’insidia in modo automatico e ultraveloce. Bastano 200 millisecondi perché questa ‘antennà si attivi. E avere un carattere ansioso può aumentare la capacità di reagire a un momento di crisi. Sono queste le principali conclusioni del lavoro pubblicato su ‘eLifè, condotto dal team di Marwa El Zein dell’Inserm (Istituto francese di sanità e ricerca medica) e della Scuola Normale Superiore di Parigi.

«In una folla sarete più sensibili a una faccia arrabbiata che sta guardando verso di voi – riassume El Zein – mentre presterete meno attenzione a un viso che, pur accigliato, sta volgendo lo sguardo altrove». Per scoprirlo l’équipe francese ha analizzato i segnali elettrici cerebrali di 24 volontari, mentre venivano mostrati loro visi modificati con strumenti digitali e veniva chiesto di definire l’emozione trasmessa da ogni volto. In alcuni casi l’espressione delle facce era la stessa, ma cambiava la direzione dello sguardo. In tutto sono state effettuate oltre mille prove.

Durante l’esperimento gli scienziati hanno osservato anche che, se una persona mostra paura e guarda in una direzione particolare, questo suo sentimento viene percepito in modo più rapido rispetto a quanto accadrebbe se quella trasmessa fosse un’emozione positiva. Per spiegarlo i ricercatori chiamano in causa l’evoluzione: quando sul pianeta l’uomo viveva fianco a fianco con predatori che potevano attaccarlo, morderlo o pungerlo, riconoscere la paura su un’altra faccia poteva aiutare a individuare il pericolo prima e a mettersi in salvo. I secoli sono passati e le minacce sono cambiate, ma quell’istinto di sopravvivenza primordiale ha lasciato le sue tracce nel cervello.

http://salute.leggo.it/ricerca/sesto_senso_esiste_ansia_positiva-1452160.html

♡ Dedico i miei pensieri di questo Natale…

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alle persone che hanno perso qualcuno recentemente, lo sguardo in questo bianco venticinque non potrà che salire verso l’alto immaginando un altrove di gioia, come contrappasso a una vita difficile qui, in cui stringere i denti per andare avanti. Dedico i miei pensieri di questo Natale alla gente che non arriva, economicamente parlando, a fine mese, alle mamme che lasciano sgorgare le lacrime solo al mattino quando i bimbi sono a scuola, la casa è vuota e magari non c’è un marito a renderle più pietose e pesanti, e a quei mariti che cercano di fare di tutto per portare avanti la famiglia in maniera dignitosa e onesta, che quando tornano a casa senza un grande guadagno almeno si presentano con un carico di carezze amore per la famiglia. Dedico questo Natale agli amici, quelli veri, che non scompaiono con la distanza, le difficoltà o il silenzio. Dedico i miei pensieri di questo Natale a chi non ha perso la capacità di entrare in luoghi altri, attraverso la lettura…Perchè un libro sa essere un utile alleato nei momenti bui. Dedico i miei pensieri di questo Natale a tutte le persone che sanno resistere, reinventarsi, riciclarsi, rinascere dalle proprie ceneri come l’araba fenice, più belli e forti di prima. Dedico i miei pensieri di questo Natale ai parenti che sanno stringersi intorno a un albero con amore. Dedico tutti i pensieri di questo Natale alla Speranza. alla Calma, alla Perseveranza. Doti che si dovrebbe sempre provare a coltivare nella vita, perchè senza di esse saremmo perduti subito. Dedico questo Natale a chi, nonostante tutto, lascia entrare un po’ di aria di festa nel cuore, senza sollevare muri, e senza chiudere le porte del cuore. ♡
A.Vanligt

Keanu Reeves e quel suo messaggio da non perdere! ”Abbraccia chi è triste e…”. Leggetelo e non vi deluderà…

 

Tira fuori la testa dal cellulare”. Inizia così un post di Keanu Reeves, il protagonista di Matrix. L’attore vuole spiegare quello che lui ha capito durante un brutto periodo della sua vita di qualche anno fa. La sua speranza è che quell’esperienza possa essere d’aiuto per tutti coloro che la leggeranno. Ecco l’intero post di Keanu Reeves.

 

”Le vedi le persone dietro di me? Stanno correndo al lavoro e non prestano attenzione a nulla. Certe volte siamo così presi dalla nostra vita quotidiana che ci dimentichiamo di ritagliare un po’ di tempo per apprezzare le bellezze della vita. È come se fossimo degli zombie. Guarda su e tira fuori la testa dal cellulare. Saluta qualcuno che non conosci e magari abbraccia qualcuno che sembra triste. Salva qualcuno. Dovresti vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Quello che le persone non sanno di me è che sono caduto in depressione qualche anno fa. Non ne ho mai parlato con nessuno. Mi sono dovuto conquistare la mia via d’uscita dalla depressione. La persona che mi teneva lontana dalla mia gioia ero IO STESSO. Ogni giorno è prezioso e come tale va trattato. Il domani non è garantito quindi vivi l’oggi. Spero che tu voglia condividere questo post per spargere amore in questi giorni di festa”.

 

Se ti fa del male una volta,

Zpuò darsi che fosse completamente inconsapevole di poterti ferire.
Perdona e ricomincia.
Se ti fa del male una seconda volta, probabilmente sospettava di poterti ferire, ma non ne aveva piena certezza.
Perdona e ricomincia.
Se ti fa del male una terza volta, era assolutamente consapevole del dolore che ti avrebbe procurato e ha scelto di farlo ugualmente.
Perdona e ricomincia.
Da sola.

Serena Santorelli

Longevità, la speranza di vita in Italia tra le più alte in Europa

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L’ITALIA ha un livello di speranza di vita tra i più elevati in Europa – al primo posto con 80,3 anni per gli uomini e al terzo per le donne con 85,2 – e la longevità continua ad aumentare. La mortalità infantile scende ancora – siamo a 30 decessi ogni 10mila nati vivi – come anche la mortalità per incidenti da mezzi di trasporto dei giovani – 0,8 vittime ogni 10mila residenti – e quella per tumori maligni tra gli adulti (8,9 decessi per 10mila residenti. E’ quanto emerge dal Rapporto sul Benessere equo e sostenibile dell’Istat.

Migliorano le condizioni di salute fisica. Migliorano, rispetto al 2005, anche le condizioni di salute fisica, e prosegue la riduzione di fumatori e di consumatori di alcol a rischio. Fra le criticità, non migliora la qualità della sopravvivenza e peggiora il benessere psicologico. Si conferma il trend crescente della mortalità per demenze e delle malattie del sistema nervoso tra gli anziani (27,3 decessi per 10mila abitanti), soprattutto tra i grandi anziani. Il carico assistenziale che queste patologie comportano sulle famiglie e sui servizi socio-sanitari si riflette negativamente sulla qualità della vita, non solo dei malati ma anche dei loro familiari.

La sedentarietà. Ancora diffusi però stili di vita non virtuosi come la sedentarietà, che riguarda quattro persone su 10 – l’eccesso di peso – più di quattro su 10 – e un non adeguato consumo di frutta e verdura – più di otto persone su 10. Le donne, da sempre in vantaggio per la sopravvivenza, hanno una maggiore propensione alla prevenzione e stili di vita più salutari ma spesso sono penalizzate da patologie che comportano limitazioni nelle attività svolte abitualmente.

Si vive meno a lungo nel Mezzogiorno. Nel tempo queste differenze fra i generi si sono ridotte, anche per il progressivo incremento di anni mediamente vissuti dagli uomini. Sono invece in crescita le differenze territoriali, con il Mezzogiorno che vede aumentare, anche per effetto della crisi, il proprio svantaggio nella speranza di vita (81,5 anni per il Mezzogiorno contro 82,5 anni per il Nord), nella qualità della vita (55,4 anni di speranza di vita in buona salute per il Mezzogiorno contro 60 anni per il Nord), nella mortalità infantile, nella salute fisica e psicologica e nei fattori di rischio legati agli stili di vita (sedentarietà, eccesso di peso e scorrette abitudini alimentari).

Le disuguaglianze sociali. Si mantengono marcate anche le disuguaglianze sociali negli stili di vita: le persone con titolo di studio più alto, a parità di età godono di migliori condizioni di salute fisica e mentale e adottano generalmente comportamenti più salutari. L’indice composito di salute, che incorpora gli indicatori della speranza di vita (alla nascita, in buona salute alla nascita, senza limitazioni nelle attività a 65 anni) e dello stato fisico e psicologico, si attesta a 102,6 nel 2013, in miglioramento dal 97,6 del 2009.

 

http://www.repubblica.it

Quante volte bisogna lavarsi i capelli?

I capelli sono una parte vitale dell’identità di molte persone e imparare a prendersene cura può richiedere anni di tentativi ed errori. E quando si tratta di capire quante volte lavarli, molti di noi rimangono nel dubbio. Con che frequenza dovremmo farlo? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Cristiana Colonna, dermatologa presso il reparto di Dermatologia Pediatrica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico di Milano

Cominciamo dall’inizio. I nostri capelli diventano unti a causa dell’accumulo di sebo: un grasso prodotto dalle ghiandole sebacee diffuse ovunque sulla pelle e particolarmente concentrate sul cuoio capelluto. L’accumulo di sebo sui capelli favorisce l’adesione di polvere e sporco su di essi e lo shampoo agisce rimuovendo sebo e sporco accumulatisi sul cuoio capelluto e sul fusto dei capelli. «Quanto spesso utilizzare lo shampoo dipende anche dallo stile di vita – spiega la dottoressa Colonna – : per chi vive in città è opportuno lavare i capelli spesso, ad esempio a giorni alterni per rimuovere polvere e smog».

La struttura del cuoio capelluto con i capelli e le  ghiandole sebacee (Getty Images)

Sebo e tipologia di capelli

Capelli fini e lisci permettono al grasso di scivolare meglio e diffondersi più rapidamente, quindi di sporcarsi più velocemente; i capelli più spessi e ricci invece sono generalmente più secchi e quindi il sebo fa più fatica a espandersi lungo il follicolo e a scendere sul capello. I capelli ricci, soprattutto fittamente ricci, ostacolano quindi il percorso di sebo e acqua verso la radice del capello (questo è il motivo per cui perdono umidità rapidamente dopo il lavaggio e si asciugano prima).

(Getty Images)

3.

Quante volte lavarli e come

«I capelli possono essere lavati anche tutti i giorni – dice la dermatologa Colonna – soprattutto quando si avverte prurito dovuto all’accumulo di sebo. Ciò che è importante però è utilizzare uno shampoo di buona qualità con tensioattivi delicati (sono le sostanze che si legano allo sporco e lo rimuovono). Gli shampoo con meno schiuma oppure gli oli sono i detergenti più delicati e quindi indicati, perché se troppo aggressivi possono disidratare il capello e danneggiarlo».

4.

Il balsamo

(Getty Images)

 «L’uso di un balsamo è importante perché crea un film (una pellicola) che protegge i capelli dai danni dell’ambiente oltre che renderli più lucidi e pettinabili. Si può applicare il balsamo anche ad ogni lavaggio: la scelta è in base alla tipologia dei propri capelli, più “leggero” per capelli lisci e più corposo per capelli ricci. Attenzione piuttosto a come metterlo – illustra la dottoressa Colonna – : non vale la pena stenderlo sulle radici dove comunque non arriverà, bisogna concentrarlo sul fusto o sulle punte; prima di metterlo bisogna tamponare i capelli con un asciugamano per rimuovere l’acqua in eccesso altrimenti la pellicola che si crea aderirà meno».

5.Il movimento “No-poo”

E che cosa dire della “leggenda metropolitana” di chi non usa lo shampoo del tutto? I sostenitori di questa scuola sostengono che lo shampoo toglie al capello il suo grasso naturale e quindi il cuoio capelluto risponde producendone di più e rendendo i capelli più unti. Utilizzando solo acqua e prodotti naturali – dicono – il cuoio capelluto raggiunge apparentemente un equilibrio di sebo.
Lucy Aitken, che lavora nel settore della beneficenza e ha scritto “Capelli felici: la guida definitiva che ti farà smettere di usare lo shampoo”, ha detto che dopo un periodo di un paio di settimane in cui si era trovata ad avere capelli lisci e “puzzolenti”, ora li lava con acqua e un uovo o bicarbonato di sodio ogni quindici giorni.

http://www.corriere.it

di Silvia Turin

Quando nella nostra vita lasciamo che alcuni ci feriscano ripetutamente,

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stiamo affermando che loro sono più importanti di noi stessi, delle persone che ci vogliono veramente bene e che desiderano vederci felici. Dobbiamo essere disposti a separarci da coloro che non hanno sfruttato la notevole quantità di possibilità che gli abbiamo dato. Anche se a volte lasciare andare qualcuno può causare un sacco di tristezza, è necessario per noi regalarci il migliore futuro e cogliere l’opportunità di essere felici e sorridere.

(Stephen Littleword)

Le 9 tradizioni di Natale più belle in giro per il mondo

Paese che vai, tradizioni natalizie che trovi. Noi in Italia siamo soliti addobbare le case con il presepe, l’albero di Natale, una bella ghirlanda sulla porta, delle luci in giardino o sul balcone. E poi ci troviamo in famiglia per pranzi e cene decisamente abbondanti e per scambiarci i regali, magari cantando le canzoni davanti all’albero acceso e addobbato a festa. Macome lo festeggiano il Natale in altri paesi del mondo?

In Africa si decorano le palme

1. Natale in Liberia

Qui il Natale spessocoincide con la fine della raccolta del cacao: i lavoratori tornano dalle loro famiglie. Al posto dell’abete, che non può sopravvivere, si addobbano le palme, ad esempio in Liberia.

2. Natale in Sud Africa

Qui si festeggia in spiaggia e si decorano le casee e le chiese con i fiori, con un pranzo all’aperto all’occidentale. Anche perché qui è estate!

3. Natale in Usa

Qui si è soliti mangiare tacchino arrosto con verdure e salse di mirtilli, mentre il dessert è il Christmas pudding. Babbo Natale, qui, mangia le Mince Pies, non latte e biscotti come da noi.

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In Australia si festeggia in spiaggia

4. Natale in America del Sud

In Brasile non va tanto di moda l’albero di Natale: qui si preferisce ancora il presepe!

5. Natale in Giappone

Qui non è una festa nazionale, ma in questo periodo le case vengono decorate con piante sempreverdi.

6. Natale in Cina

I bambini fanno l’albero di luce, addobbato con le lanterne cinesi.

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In Scandinavia si aggiunge sempre un posto in più a tavola

7. Natale in Scandinavia

Qui l’usanza è quella di apparecchiare aggiungendo un posto di più a tavola: magari arriva un ospite in più!

8. Natale in Portogallo

La tavola rimane apparecchiata anche durante la notte di Natale, per i defunti che andranno a far visita ai parenti ancora in vita.

9. Natale in Australia

Qui è estate: si fanno barbecue, si mangia pesce, ma si decorano case e alberi con le luci di Natale.

 

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Ogni quanto tempo bisogna cambiare le lenzuola?

Ogni quanto tempo cambiate le lenzuola? Sappiate che dovreste farlo spesso, ma chi stabilisce ogni quanto dobbiamo farlo? C’è chi le lascia lì anche per un mese… Non vogliamo immaginare come sono quelle lenzuola alla fine. Sapete che secondo una recente ricerca inglese pare che in Inghilterra le lenzuola vengano cambiate solo tre volte l’anno? Ma come fanno? Senza scadere nell’opposto, con un cambio di lenzuola al giorno, ecco quanto spesso dovremmo cambiare le lenzuola nel nostro letto.

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Voi ogni quanto cambiate le lenzuola?

Le nonne hanno sempre ragione e loro ci dicevano di cambiarle almeno una volta a settimana, magari due volte a settimana durante la stagione calda, quando sudiamo di più e quindi le lenzuola potrebbe sporcarsi maggiormente. Anche perché questa biancheria da casa può essere la casa di milioni di acari della polvere e microrganismi vari.

Ovviamente, se le lenzuola sono sporche o hanno cattivo odore, potete cambiarle anche prima, non dovete assolutamente aspettare che sia passata una settimana, nessuno ve lo vieta.

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Le 6 cose che non devi scrivere mai ad un uomo.

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Contate sempre fino a 10 prima di premere il tasto “invio” del cellulare.

Ecco le 6 cose che non devi scrivere mai ad un uomo:

1- “Ieri sera sono stata davvero molto bene”.

Classico esempio di ansia da prestazione che, inutile dirlo, spaventa l’uomo che scappa a gambe levate.

2- Messaggi…”divina commedia”.

Sintetizzate quello che volete dire, non vi daranno un Pulitzer per qualità di scrittura o spirito poetico. Lo dice anche il vecchio e caro Marketing: un testo troppo lungo da visualizzare scoraggia la lettura e l’acquisto….perciò fate voi!

3- Messaggi che “straripano” ansia.

“Non ti fai mai sentire se non ti scrivo io” (forse è il peggiore), “Sicuro che vada tutto bene?”, “Eri un po’ strano ieri sera”, “Ho fatto qualcosa che ti ha infastidito?” e via dicendo sono evidenti sensi di super ansia femminile. Se è vero che dall’altra parte l’individuo è nervoso lo indispettiremo solo di più, se invece non lo è lo assilleremo con le nostre ansie facendolo scappare.

4- Non scrivete se non siete lucide.

Se non siete in grado di  controllare le vostre emozioni evitate di mettermi nei panni del piccolo scrivano. Quindi evitate di farlo da ubriache, depresse, arrabbiate…e cose del genere. Il giorno dopo potreste pentirvene.

5- Evitare i messaggi post rottura

Meglio cancellare il numero in oggetto che ridursi a figuracce perché ammettiamolo alcune cose dovrebbero finire sul diario segreto e non di certo sotto gli occhi di chi ci ha appena mollate. Di cosa parlo? Non avete mai scritto cose tipo: “Ti auguro di sperimentare un giorno tutto ciò che sto provando io in questo momento”…oppure “Ti rendi conto di esserti comportato da vero miserabile?”…o ancora “La verità è che io ti amavo, mentre tu hai solo calpestato i miei sentimenti”.

Scommetto che un bel pò di voi potrebbero alzare la mano e sentirsi in colpa, bene sappiate che la figuraccia l’avete già fatta non ripetetevi in futuro, anche se comunque non vi auguro che qualcuno vi scarichi di nuovo.

6- Centellinate i plurali

Se siete già arrivate a guadagnarvi seconda, terza e quarta uscita fate attenzione, non significa che siete arrivati a considerarvi una coppia, quindi fate attenzione probabilmente per voi il NOI non è ancora accettato.

Fonte: bigodino.it

Non aspettare mai domani per dire a qualcuno che l’ami. Fallo subito.

Z

Lui era un omone robusto, dalla voce tonante e i modi bruschi.
Lei era una donna dolce e delicata. Si erano sposati.
Lui non le faceva mancare nulla, lei accudiva la casa ed educava i figli.
I figli crebbero, si sposarono, se ne andarono. Una storia come tante. Ma, quando tutti i figli furono sistemati, la donna perse il sorriso, divenne sempre più esile, non riusciva più a mangiare e in breve non si alzò più dal letto. Preoccupato, il marito la fece ricoverare in ospedale. Vennero al suo capezzale medici e specialisti famosi. Nessuno riusciva a scoprire il genere di malattia. Scuotevano la testa e dicevano: “Mah!”.
L’ultimo specialista prese da parte l’omone e gli disse: “Direi semplicemente che sua moglie non ha più voglia di vivere!”.
Senza dire una parola, l’omone si sedette accanto al letto della moglie e le prese la mano. Una manina sottile che scomparve nella manona dell’uomo.
Poi, con la sua voce tonante, disse deciso: “Tu non morirai!”. “Perché?”, chiese lei, in un soffio lieve.
“Perché io ho bisogno di te!”.
“E perché non me l’hai detto prima?”.
Da quel momento la donna cominciò a migliorare. E oggi sta benissimo. Mentre medici e specialisti continuano a chiedersi che razza di malattia avesse e quale straordinaria medicina l’avesse fatta guarire così in fretta. Non aspettare mai domani per dire a qualcuno che l’ami. Fallo subito.
Non pensare: “Ma mia madre, mio figlio, mia moglie lo sa già”. Forse lo sa. Ma tu ti stancheresti mai di sentirtelo ripetere? Non guardare l’ora, prendi il telefono: “Sono io, voglio dirti che ti voglio bene”.
Stringi la mano della persona che ami e dillo: “Ho bisogno di te! Ti voglio bene, ti voglio bene, ti voglio bene”. L’amore è la vita.

Meteoropatia: i rimedi in frutta, aglio e ginseng

di Luisa Mosello
Meteoropatia: i rimedi in frutta, aglio e ginseng

Mal di tempo. Si combatte anche con il cibo giusto. Con un clima così ballerino, con questi sbalzi di temperatura che sembra di stare ai tropici, prima caldo e afa, poi pioggia, nubifragi, vento e nuvole, sono sempre più forti le influenze climatiche sull’ organismo. Sia sul corpo che sulla mente. Perché i sintomi della metereopatia sono di natura sia fisica che psicologica. E non vanno mai sottovalutati. Soprattutto durante i cambi di stagione repentini ed estremi come quello che stiamo vivendo negli ultimi tempi.

Prima di tutto ci si sente spossati, nervosi, irritabili. E si possono presentare episodi di ansia, depressione, insonnia. Ma anche mal di denti, mal di testa, dolori in corrispondenza di cicatrici e di fratture non guarite completamente. Come affrontarli, combatterli e possibilmente vincerli? Oltre a mantenere alti i livelli di serotonina, per esempio continuando a fare attività fisica anche dopo la fine dell’estate, si può ricorrere alla tavola. Facendo bene attenzione a ciò che si sceglie e a ciò che si deve evitare. Per esempio no agli alcolici, al caffè, al cioccolato e a tutti gli alimenti grassi. I metereopatici invece devono prediligere nella loro dieta cibi leggeri, con frutta e verdura in primo piano. Utile anche un po’ di ginsegn e qualche spicchio d’aglio che, oltre a favorire la circolazione sanguigna, può attenuare il mal di testa, che spesso colpisce i soggetti al mal di tempo.

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Depressione, 1 su 10 almeno una volta: sperimentato il braccialetto che monitora l’umore

Depressione, 1 su 10 almeno una volta: sperimentato il braccialetto che monitora l'umore

La depressione è un male oscuro che colpisce almeno una volta nella vita l’11,5% degli italiani, oltre uno su dieci. Una patologia ancora troppo sottovalutata e che può manifestarsi a tutte l’età.
In 12 mesi si registrano episodi, della durata di due settimane, nel 2% dei bambini e il 4% degli adolescenti. Mentre negli over 65 la percentuale è del 4,5%.

Il medico di famiglia ha un importante ruolo, in collaborazione con gli specialisti, nella prevenzione, diagnosi e cura del disturbo. Un presupposto su cui è nato l’anno scorso il progetto Psychè con la Società italiana di psichiatria i cui risultati sono stati presentati al Congresso nazionale della Società italiana di medicina generale.

Al progetto hanno partecipato 299 medici di 21 diverse città italiane che hanno raccolto i dati di 2.045 assistiti colpiti dal disturbo.
Secondo la ricerca, il 5% degli intervistati colpiti da depressione media è tato invitato ad una visita con lo specialista. mentre è avvenuto lo stesso solo nel 2,4% dei casi più gravi.
Ha consumato almeno una confezione di farmaci antidepressivi il 26% dei maalti interessati da forme lievi del disturbo contro il 7,2% dei pazienti più gravi.

Un braccialetto, come quelli di moda per il monitoraggio dell’attività fisica, può prevedere la depressione o i cambiamenti tipici dei disturbi dell’umore, che oscillano dal vedere tutto nero e fasi maniacali di esaltazione.

E’ il frutto di una ricerca tutta italiana, promossa dalla neonata “Fondazione Brf Onlus – Istituto per la ricerca scientifica in psichiatria e neuroscienze” appena presentata a Lucca.

«Psychè non è uno studio clinico ma un confronto tra le varie pratiche professionali – spiega Ovidio Brignoli, vicepresidente della Simg e coordinatore del progetto – Da questa nostra indagine emerge chiaramente la grande diversità di come i emdici di famiglia affrontano il disturbo. E’ necessario uniformare le modalità di cura rispettando ovviamente le diverse esigenze dei malati. Il prossimo passo sarà creare una rete di camici bianchi che dialoghi tra loro su come affrontare la malattia»

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“Ti posso giurare che ti amerò più che posso, ma non per sempre.

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“Ti posso giurare che ti amerò più che posso, ma non per sempre. Ecco. Ti amerò a intermittenza. Come fanno tutte le coppie del mondo. Qualche giorno di più, qualcun altro di meno. Qualcuno per niente. E qualche volta mi capiterà di odiarti. Non sarà mai un amore insistente come la pioggia che fa uscire le lumache. Ma sarà un amore vero. Perché ti amo.”

Luciana Littizzetto 

“Ti diranno che tutto passa, bambina mia.

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Ti diranno che tutto passa ma non ti diranno dove. Passerà nelle vene, nelle ossa, tra i contorni del tuo viso, in ogni muscolo, in ogni goccia di sangue, tra i tuoi sorrisi, nelle tue lacrime, attraverso quel vuoto che scaverà nello stomaco. E passerà senza pietà, senza chiederti il permesso. E passerà, e ti cambierà. E resisterai, e passerà. Avrai nuovo inizio, un’altra vita, un altro amore. Ma nelle giornate no, in un momento di crisi, in un attimo di debolezza… beh, solo una cosa ti tornerà alla mente. Un segno sul cuore, una cicatrice rimarginata ma mai guarita. Il desiderio più grande, una stella cadente, la monetina lanciata nella fontana, le striature bianche nel cielo. Un nome e un paio d’occhi. Perché, bambina mia, alcune cose finiscono. Ma altre, semplicemente… finiscono di meno. E saranno l’eco assordante del silenzio con cui fingerai non ne sia mai valsa la pena. Vedrai la tua stessa casa bruciare, senza poter far nulla per salvarla. Ti sentirai stupida quando ascolterai le stesse vecchie canzoni, quando avrai paura del buio e ancora di più della luce, quando piangerai in mezzo alla gente con gli occhi asciutti. Ma proprio in quelle giornate no, in quei momenti di crisi, in quegli attimi di debolezza… quando vivere non ti basterà più, allora ricorderai. E scaverai nel tuo passato, e ti farai del male. Lo farai. Dovrai. Perché dimenticare è impossibile. E ricordare è il solo modo che esiste per imparare a non farlo più.”

“Fidatevi.

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Fidatevi delle persone che a tarda notte, quando voi dormite già e loro han bevuto qualche bicchiere di troppo, vi scrivono cose poco lucide, ma con un significato anche troppo grande.
Ma fidatevi ancora di più di tutte quelle persone a cui non serve l’alcol per dire cosa provano. Che quando sentono di voler aprirsi con voi lo fanno e basta, e non importa l’ora, non importa se hanno qualcosa da fare o se sono in compagnia di qualcun altro, no, ti diranno cosa sei per loro nonostante tutto. Fidati di chi ti manda un messaggio, scritto alle 4 di pomeriggio, quando si è pieni di cose da fare ma si pensa comunque ad una persona. Fidati di queste persone, di chi ti scrive ‘Mi manchi’ quando è in mezzo alla folla, e non da solo nel letto alle due del mattino.”

Raffreddore e allenamento: quando abbiamo benefici e quando no

Come allenarsi in caso di raffreddore

Quando non ci sentiamo bene l’ultima cosa che ci viene in mente è quella di allenarci un po’.

L’attività fisica scende all’ultimo posto dei desideri, mentre la voglia di stare in panciolle a letto o sul divano prende la prima posizione.

Non sempre però fare movimento è controproducente, in alcuni casi può portare dei miglioramenti rispetto allo stare fermi a letto.

In quali casi allenarsi?

La regola fondamentale è quella del collo: se i sintomi si situano sopra al vostro collo, secondo il Dr. Richard Besser, qualche goccia di sudore risulta sicura e salutare.

La cosa importante è imparare a sentire e capire il proprio corpo: come sempre il riuscire a comprendere il proprio reale stato fisico è fondamentale in quanto molti infatti sottovalutano i problemi oppure li ingigantiscono.

Quindi in caso di naso chiuso, pressione sui seni nasali, starnuti, il cimentarsi in qualche attività fisica può risultare salutare.

Ma quali attività si possono svolgere in sicurezza?

Quando sei raffreddato il tuo corpo si ritrova suo malgrado con bassi livelli di energia, perché utilizzata principalmente per dalle vostre difese immunitarie per combattere ilraffreddamento.

Risulta quindi importante evitare lavori fisici intensi, molto meglio dedicarsi alla classica mezz’ora di camminata: oltre ai benefici insiti nell’attività fisica regolare,miglioreranno anche i sintomi del raffreddore.

Grazie al movimento i seni paranasali tendono a liberarsi: alcune ricerche hanno mostrato come chi continua con i propri allenamenti può sentirsi un po’ peggio subito dopo, ma in seguito migliorare e quindi alla fine sentirsi meglio.

Tra le attività consigliate milita anche la corsa o il jogging: molti corridori dichiarano come dopo l’allenamento si sentano meglio quando sono malaticci, questo perché la corsa è un decongestionante naturale.

Bisogna tenere conto che in caso di presenza di sintomi è meglio diminuire l’intensità dell’allenamento o addirittura evitarlo in caso di sintomi influenzali o sotto al collo come nausea e vomito.

Continuando la nostra rassegna di sport da praticare per sentirci meglio in caso di raffreddamento troviamo attività come lo yoga, (leggi anche “yoga meglio della corsa“), pilates, il Qi gong, ma anche la danza, il ballo o lezioni di postural trainer.

In sostanza vanno bene tutte quelle tecniche che coinvolgono la respirazione corretta, qualsiasi tipo di stretching e allungamento dolce e ogni forma di rilassamento.

La scienza ci conferma infatti che qualsiasi attività che rilassi possa aumentare la forza del nostro sistema immunitario grazie all’eliminazione delle stress in eccesso, mentre l’allungamento muscolare può giovare ai dolori derivanti dal raffreddamento e dalle infezione dei seni paranasali.

Questi stessi seni tendono a liberarsi anche quando pronunciamo i famosi “om” in una meditazione per esempio, come ci riporta uno studio svedese.

Attività da evitare

Non sempre lo sport è consigliabile quando si è raffreddati.

Molte tipologie di allenamento possono farti sentire addirittura peggio in questi casi!

Prima di tutto evitare di fare sport al freddo: un raffreddore è una sorta di allergia al freddo, quindi cercate di evitare sci, snow o anche sport all’aperto d’inverno senza esservi riscaldati.

Anche l‘acqua in questi casi non sarà di vostro aiuto: non stiamo parlando di quelle che dovreste bere per permettere il corretto funzionamento del sistema linfatico, ma di quella presente in una piscina.

Nuotare non è consigliato in quanto l’acqua è un ottimo conduttore e quindi in grado di far abbassare la temperatura del corpo velocemente oltre ad esporvi maggiormente ai colpi di freddo (scopri la verità sul nuoto per il mal di schiena); inoltre il cloro può irritare ancora di più le vie aeree di alcune persone.

Tra le attività da evitare mi permetto di aggiungere anche la bicicletta perché il flusso d’aria mentre si pedala può seccare ed aumentare i sintomi quali i mal di gola e naso che cola.

Da ultimo, per buon senso, è sconsigliato qualsiasi sport di squadra o di contatto: evitiamo di trasmettere malattie agli altri quando possibile!

Di conseguenza anche la palestra è da escludere, compreso il sollevamento pesi: prima di tutto la tua forza sarà inferiore a causa del lavoro delle tue difese immunitarie (e del probabile mancato sonno di qualità) e inoltre la tensione muscolare necessaria per sollevare il peso aumenterà la pressione sui seni nasali e il mal di testa.

Concludendo

Quando sei raffreddato, ma senza influenza e comunque senza febbre, un’attività fisica aerobica leggera può giovare alla tua condizione di salute, ma attento a non esagerare!

Uno sport di resistenza o uno faticoso come il sollevamento pesi sicuramente non sono consigliabili e spesso peggiorano anche i sintomi, quindi piuttosto meglio evitare e riposarsi.

Da ultimo evita di andare in palestra o allenarti insieme ad altre persone per evitare di contagiarle.

Per il resto via libera a camminate, corsa leggera (è meglio correre o camminare?), yoga, pilates, sedute di postural trainer ecc.

ARTICOLO A CURA DI FILIPPO TARTAGLINI

http://www.iobenessere.it/